Avanti un altro!
Il tema dato era:
Si consideri una recente crisi di governo e la si riscriva mettendo in evidenza gli elementi ridicoli e strambi, cioe' la dimensione di commedia dentro cui si muovono protagonisti che si prendono troppo sul serio. 

Mi hanno detto che vogliono buttar giù il dottor Prodi. Mi sembra impossibile, così una brava persona, così a modo, così gentile, quando viene qui a farsi cucire un bottone chiede sempre come sta la famiglia, e l'artrosi, e mio marito col colesterolo, mica come quell'ordinario del Bossi, che per fortuna se ci manca un bottone non viene neanche a farselo attaccare, con tutte quelle giacche spiegazzate, che sanno di fritto alla mattina presto. Ah, di  giacche io me ne intendo: prima di fare la sarta a Montecitorio (io qui a Roma ci sto bene, ma ho la nostalgia del mio paese, che è vicino a Lodi) lavoravo in una tellié per uomo. Poi mia cugina, che aveva un cognato che faceva l'usciere, mi ha detto che al parlamento cercavano una sarta finita, così nel '86 ho preso la mia valigina, e adesso sono qua io a aggiustare la roba degli onorevoli, e ho sotto anche due lavoranti. Però non me lo credevo che il dottor Bertinotti, così distinto, così fine, ci faceva la brutta al governo. A me mi piace, perché mi da sempre del lei, e oltre a tutto è ordinato; e quelle sue giacche marroncine, con le finte toppe che sembra più giovane, e le camice a quadretti? Poi la erre moscia è fascinosa. Certe volte, mentre che le donne ci stirano la giacca, ci offro un cafferino. Non è mica superbo, lui: ce lo beviamo insieme, seduti sul sofà dello stanzino - ho comprato apposta le chicchere di porcellana, perché non ci piacciono i bicchieri di carta. Anche il Cavaliere è sempre elegante, ma mica si fa aggiustare la roba da me, quello. Mai entrato, qui. Si vede che sarà la signora Veronica che ce li attacca, i bottoni. Tanto fa la casalinga, potrà curare anche al marito. Forse andrà avanti e indietro per stirargli i panni, chi lo sa? Certo che tenere in ordine due case, ce n'avrà di lavoro, povera donna anche lei, coi bambini piccoli e tutto. Invece il dottor Prodi ci viene spesso: è che ha un po' di stomaco, e gli salta sempre il bottone dei pantaloni, anche se porta la panciera. E' perché ci piace mangiare, e qui a Roma si mangia forte: mangiano tutti, eccome! Il dottor D'Alema, per esempio, così magro come uno stecco, non si direbbe quanto mangia pure lui! Si vede che è un falso magro! Anche il dottor Fini è magrolino, e per di più è un bell'uomo, distinto, col doppiopetto - ci sta bene perché è alto - ha il portamento. E le sue belle cravattine reggimental? Dev'essere un signore pure lui. Ma lo sapete che cià i bottoni d'oro vero? Una volta ne aveva perso uno… Madonna Santa! E' successo un finimondo! Le lavoranti che piangevano, io che piangevo, ho anche detto che ce lo ripagavo. Poi l'ha trovato: era in macchina. Meno male! Ma cosa stavo dicendo? Ah, si, le cravatte…certi sono vanitosi, e se le cambiano tutti i giorni. Il Cavaliere no, lui ce n'ha solo una: quella blu coi puntini. Le cravatte del dottor Prodi, invece, sono un po' troppo grandi, con quel nodo largo come usava la moda di prima; tante volte me le porta qui a smacchiare, perché se le spadella di sugo. Sembra i fularini che aveva su la signorina Pivetti. Peccato che l'hanno mandata via, anche lei era così buona, così di chiesa: una ragazza seria, all'antica. Sempre il taiorino, la sua brava camicina di seta, mai un orlo fuori posto, mai una scorlera nelle calze. Mica come sua sorella, che si mette in mostra alla televisione. Peccato che le deputatesse  sono poche, e si arrangiano come possono. La signora Ombretta Colli, per esempio, si fa i vestiti da sola. Ha le mani d'oro, quella donna li'. Si vede che il marito non ci dà i soldi, essì che fa il cantante. Invece la Rosy Bindi li prende dalla Caritas, e poi se li fa mettere a posto dalla sottoscritta. Devo allargagli sempre tutto perché è forte di petto.
Mah, chissà chi arriverà, adesso! E' da nove anni che sono in questo posto, ma non mi sono ancora abituata al dialetto di qui: io non li capisco i romani. Vanno e vengono, stanno pochi mesi, e poi, avanti un altro!

Ottobre 1997