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Perche'
quando suoni la chitarra guardi solo me?
Mi sorridi, la testa piegata da
un lato, e io sento, e seguo, solo la tua voce in mezzo al coro sgangherato.
Che significa quella fossetta che
ti compare all'angolo della bocca quando canti che ha due anime e un sesso
e di ramo duro il cuore? Quella fossetta mi punge come un ago sottile,
e il pizzichino mi scende giu' in fondo. Senza volerlo mi manca la voce.
Che sciocca. Che c'entra?
Perche' quando canti, e suoni, anche
se gli altri urlano e il fuoco si spegne la tua voce e' bassa e calda.
Io la sento, e mi smuove un po' dentro. Che cosa non so bene, pero' mi
tenta. Eccome.
Le tue mani sfiorano la pancia della
chitarra. Se le guardo mi confondo, e perdo il tempo.
Cosi' resto incollata ai tuoi occhi,
il respiro appeso al tuo respiro, e le parole che credevo di non sapere
escono da sole, abbracciate alle tue, fuse e accordate come un tasto solo.
Ma lo vedo solo io quel riflesso
che ti fa baluginare gli occhi quando canti cara amica il tempo prende
il tempo da'? Quel bagliore mi abbronza, anzi mi scotta. E la fronte mi
bolle. Devo cambiare posizione, stringere le gambe tra le braccia, e la
voce mi diventa un filo sottile. Sara' Guccini, o sei tu, quest'effetto
strano e piacevole di calore che mi fa rabbrividire?
Cosi' non va bene, mi strozzo e
poi stono. Ubbidisco docile al comando dei tuoi occhi e mi metto in ginocchio
sull'erba, il busto proteso e la gola aperta, perche' la voce ritorni
pulita.
Cantiamo e ridiamo, perche' anche
tu, lo so...
E quando l'ultima nota ha smesso
di vibrare tra i pini, quando la cenere fredda non spande neppure un odore,
quando i saluti degli altri hanno gia' lasciato la notte, mi consegni solenne
la chitarra, mi stringi un momento il braccio, e ognuno ritorna se stesso.
Buonanotte amico mio. (Ma davvero
guardavi solo me, mentre cantavi?)
Ti volti, mi strizzi l'occhio, e
una luce segreta balugina tra una fossetta e un sorriso.
Novembre 99
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