EDS - Confessore: I racconti
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Nudo e irsuto, accovacciato sulla sedia di legno scheggiato,
mio fratello mi guarda con occhi di brace,
e sibila parole di condanna.
Vischiosa dissimulazione del vero che trasuda dai muri in
forma di lenti umori urticanti, di soffocanti esalazioni dalle
mattonelle sconnesse del pavimento lurido.
Menzogna, nubi di assenzio e saette fiammeggianti, il rombo
costante della terra squassata e di viscere bollenti messe a
nudo.
Coltello: lama disperata che non ha modo di baluginare,
seppellita dalla ruggine e appena sottolineata da una lampadina
fioca e penzolante.
Ombre della vergogna tremolanti lungo le mura scarne,
metastasi cerebrali e sangue coagulato tra le mie dita.
Dammi il tuo perdono, padre, concedimelo con le tue mani ruvide
strette attorno alla mia gola, e aprimi il torace senza
indugiare oltre.
Scorre silenzioso nelle mie arterie il fine veleno della
bugia, ho mentito - Mentito - MENTITO, e merito di essere
sventrato ad occhi bassi col filo sottile dell'ultima pagina.
Quella che reca la parola "fine", ultima, ultima pagina
del libro che ho ingoiato: dolce come fiele sulla lingua,
amaro come rabarbaro nei visceri, eternno tormento per i succhi
gastrici ormai sterili.
Separa le mie carni dalla potente unzione dello spirito,
amore mio, smarrito amore, mentre si stringe lo spazio e
rotea vorticosamente in centomila miliardi di voci sguaiate
e sagome pericolose.
Uccidimi,
perchè ho forgiato verità fittizie con l'anima del mondo,
e la terra del mondo chiede il mio icore.
Uccidimi.