EDS - Confessore: I racconti
La bambina
Si sistemava la canottierina e rimaneva immobile davanti allo specchio.
" E se la mamma se ne accorge ...ma la mamma non se ne accorge... le dico
che è finto e che col tempo se ne andrà"
E rimaneva per dei minuti a rimirarsi il piccolo tatuaggio sulla spalla
destra che Franco, quello più grande, le aveva regalato dopo che...
Dopo che, e basta.
Le trecce le sapeva fare come piacevano a lui e poi la gomma da masticare
: brutto vizio.
Doveva togliersi quella abitudine. " Cazzo Mila, smettila! Poi ciò il
coso che mi puzza di fragola e non mi va".
Era stato eccessivo e quella volta al bar dopo la partita a tris game ,
visto che si era fatto tardi e che lei sarebbe dovuta tornare a casa, lui
le aveva detto " Dai solo un'altra volta...Un'altra volta!" E lei con gli
occhioni spaventati, (aveva paura delle urla della mamma per il ritardo), si
era lasciata convincere ed erano andati dietro al bancone del latte dove c'
erano gli scatoloni della birra e si era tirata su la gonnellina, e aveva
fatto vedere a lui , le sue mutandine.Quanto gli piacevano e come restava
immobile a guardarle guardandosi intorno .
" Hai finito ora? Io devo andare a casa" diceva lei e saltava giù dalle
scatole di birra e correva in direzione dell'uscita.
" Se mamma va a fare i servizi ti chiamo più tardi".
E lei scappava verso casa ed arrivava e le urla si sentivano
"Tu non esci più , e per fortuna che tuo padre l'ho sbattuto fuori di casa ,
fortuna per te altrimenti sai le botte."
E lei andava in camera sua e si guardava allo specchio ...
Era sempre tutta rossa . "Però così rossa non sono brutta" si diceva e poi
si toglieva la gonnellina e si metteva la vestaglietta e andava dalla mamma
E masticava lentamente quello schifo di cena che avrebbe preferito non
mangiare : ma la mamma le avrebbe rotto le scatole ed allora inghiottiva
boccone per boccone pensando..."Dopo rivedrò Franco e poi...Andremo alle
giostre e poi da lui e dagli altri".
Gli altri erano un gruppetto di amici di Franco che giocavano con lei a "
Il Teatrino". Lei faceva la grande attrice e si metteva in posa... " Sei
tanto carina, sei bella" le diceva Franco e ...
Gli altri che scattavano le foto e urlavano " Su diva facci vedere le tue
gambette ...E poi sorridi e poi leccati le labbra e chiudi gli occhi ...e
poi ...
Franco ci ha detto che hai delle mutandine coi fiocchetti tanto carine...
Faccele vedere " e lei allora che ...si sentiva rossa fuoco in viso
guardava Franco come per avere da lui una forma di permesso ... E lui che le
sorrideva sempre e le diceva che era bellissima e che poteva continuare
come se fosse da sola.
" Mila ...fa finta che qui non ci sia nessuno ...Che ci sia solo io , come
fai al bar, dietro...".
E lei che faceva sul serio come se fosse sola con Franco" ...Franco mi
vuole bene ...
Franco mi porta al mare e mi compra lo zainetto che abbiamo visto insieme
da Oviesse".
Il " Teatrino "era un gioco che durava il tempo di qualche rullino e dopo
si andava in piazza a prendere un gelato che lei sapeva già le avrebbero
offerto, uno di quelli cari che la mamma nemmeno la domenica le comprava.
Franco , gestiva una sala giochi nel quartiere, era stato lì che si erano
conosciuti.
Era stato un giorno dopo la scuola quando un gruppo di suoi compagni aveva
sfidato lei e due altre amichette ad un tris game e loro c'erano state e
Mila aveva detto che però lei i soldi non ce li aveva e Tony aveva detto
che non importava.
Erano entrati in quella sala piena di luci e di rumori strani con tanti
colori e la musica dei Duran Duran in sottofondo.
Si erano poi avvicinati alla macchinetta per giocare e avevano fatto la
colletta per i gettoni e a lei era stato dato il compito di andare a
prenderli alla cassa .
Alla cassa c'era una fila di ragazzi più grandi che le passavano avanti e
lei cercava di farsi notare " Mi può cambiare ...?" ma quel signore della
cassa nemmeno la sentiva e poi c'era stato un casino , uno di quei grandi
che aveva fatto un commento sulla madre del cassiere e lui che si era
incazzato ed allora ... Quasi alle mani..! Dopo un po' che stava lì con le
urla e i rumori e la musica e Sofia che le si era avvicinata per sapere
quanto ci avrebbe messo ancora.... dopo un po' era comparso uno bello
davvero , come quelli dei poster e profumava ma proprio tanto... Lei era
rimasta imbambolata a guardarlo...e lui dopo poco " ... Cazzo c'hai da
guardare?" . A quel punto vuoi per le urla vuoi per tutto il resto lei era
corsa via in lacrime dalla sala giochi e si era nascosta dietro una macchina.
Ma quello l'aveva seguita. " Piantala scema ...Non voglio casini..." e poi
le aveva dato un fazzoletto e lei ...L'aveva guardato di nuovo e lui questa
volta ..." Carine le treccine...Dai smettila di piangere...Sei così carina "
e lei tra i singhiozzi e l'imbarazzo lo ascoltava " Dai vieni che ti offro
un gelato" e lei lo aveva seguito e lui l'aveva portata in un bar poco
lontano dalla sala giochi.
Mila aveva notato che lui non le aveva chiesto neanche il nome " Mi chiamo
Mila " aveva detto lei , con una voce ancora un po' lamentosa dalle lacrime
, e lui " Mica te l'ho chiesto! Prenditi il gelato e sciò!". E aveva
mangiato il gelato molto in fretta con lui che la guardava, e con una
sorta di brivido mai provato prima.. Era tanto bello ...quanto era bello! E
sentiva il cuore batterle forte e voleva dire qualcosa ma aveva paura: lui,
era grande e facevano male le sue parole. Finito il gelato , aveva
ringraziato e stava per andarsene ma lui l'aveva fermata e le aveva fatto
cenno di seguirlo .
Erano andati in una sorta di magazzino dietro la sala giochi pieno di
macchinette e di cartoni ... " Lo sai chi sono io?" le aveva fatto e lei
aveva quindi avuto la sensazione che lui fosse uno importante lì dentro "
No, non lo so ..." .
E poi c'era stato un silenzio e lui che aveva iniziato a trafficare dentro
ad una borsa e poi lei che si sentiva strana dentro... " Devo tornare a
casa" pensava ma un freno la bloccava dietro a questo bellissimo uomo che
...neanche nei fotoromanzi della mamma!
E lui aveva finito di prendere le sue carte e poi l'aveva presa in braccio "
Ma lo sai che sei proprio... " le aveva sussurrato , e dopo " Me lo dai un
bacio qui" e aveva fatto cenno sulle labbra e lei aveva voltato il capo e
...
Dio come si sentiva strana " Dai, un bacetto solo , un bacetto solo a
Franco" ecco aveva detto il suo nome " Io sono..." aveva sussurrato lei, "
io sono ...".
E lui senza permetterle di continuare " Mila , dai un bacetto a Franco" e
lei allora gli aveva buttato le braccia al collo e aveva iniziato a dargli i
bacetti tipo quelli che dava alla mamma ...sul naso, sulle guance... Ma lui
dopo qualche minuto aveva spinto il suo viso contro le sue labbra e lei
aveva sentito una lingua farsi strada nella sua bocca...e aveva imparato a
giocare a lingua lingua come lo chiamava lui.
Da quella volta , ogni giorno dopo la scuola , lei passava da sola , a
trovarlo fino a che lui una volta l'aveva presentata al barista come la
sua fidanzatina e lei aveva capito che Franco allora le voleva bene e forse
non sarebbe andato via come suo padre e allora aveva iniziato a sognarselo
la notte a dire le bugie alla mamma e tutto il resto fino al
tatuaggio...certo fino al tatuaggio.
Il giorno di Pasqua Franco lo passava con la moglie e con le due figlie
tutte e due più piccole di Mila e ...abito nuovo e cravatta del matrimonio
andava al ristorante con la sua famigliola. La moglie , ingrassata di venti
chili dopo la secondogenita e truccata come a lui piaceva prima dei venti
chili , che urlava alle bambine di tenere in mano il cucchiarino del
gelato e di non giocarci perché non era una cosa fina.
Mila la Pasqua non la festeggiava , o meglio non in famiglia perché la mamma
andava a servizio e quindi era a casa della portiera a pranzo. " Però l'
uovo di Franco me lo porto" aveva pensato e con quel coso grande , quasi più
grande di lei era andata al piano di sotto dalla portiera .
E ci aveva passato tutto il giorno con il rumore dell'ascensore continuo ed
il russare del marito che faceva l'effetto di un tram.
Franco non sarebbe passato, glielo aveva detto...Quindi lei non aspettava
nessuno . E la sorpresa dell'uovo era stata un anello simil oro che lei si
era messa subito al dito pensando che fosse il suo anello di nozze .
Aveva spesse volte immaginato lei in chiesa con Franco e glielo aveva
anche detto.
" Forse un giorno io e te..." ma lui non la stava a sentire e le toccava il
viso e poi la frugava tutta , così diceva lui e lei rimaneva sul sedile
della macchina a dare un senso a quel gioco " Adesso vinco ..." diceva lui "
adesso vinco..." e si insinuava in maniera particolare...e poi a lei quello
non piaceva mica tanto. Ma era un gioco e giocava.
La cosa però in assoluto più ributtante era stata quando Franco un giorno
le aveva fatto conoscere il suo asso piglia tutto ... Era il modo con cui
lui chiamava il suo coso.
A lei aveva fatto schifo ma lui le aveva detto che prima di dire una cosa
del genere lo doveva assaggiare e allora l'aveva spinta a prendere quel coso
brutto e schifoso in bocca ma poi ...Era successo qualcosa di strano e lei
si era trovata con la bocca piena di ...schifo e aveva dato di stomaco...
In seguito Franco le aveva spiegato e lei...era diventata più brava.
La mamma portava dalla casa dei signori da cui andava a servizio, dei
trucchi perché loro avevano un'azienda di cosmetici e ogni tanto le
regalavano dei prodotti.
Il primo rossetto Mila se l'era messo di nascosto della mamma , non
ricordava più a che età ma già conosceva Franco anche se ancora non aveva il
tatuaggio.
Col rossetto non stava male ma sembrava una nana, sembrava non una donna ma
l'imitazione di essa e poi così era giusto , era così piccola.
Franco un pomeriggio che l'aveva vista col rossetto le aveva dato uno
schiaffo e si era talmente incazzato che per tre giorni non si era fatto
vedere in sala giochi e da lei non era passato...
Ma Mila sapeva che l'avrebbe rivisto, per lo meno se lo sentiva e tutti i
pomeriggi lo aspettava, e si rifaceva le treccine e guardava alla finestra e
ascoltava la canzone che lui metteva sempre quando erano in macchina "
Pazza idea" di Patty Pravo.
Quella canzone oramai lei la sapeva a memoria e di tanto in tanto la
cantava anche in classe . Un giorno però , una maestra che l'aveva sentita
cantare le aveva detto che quelle non erano canzoni per bambini e le aveva
imposto di non cantarla più.
Vai a capire le maestre! Lei non aveva capito il perché ma aveva smesso di
cantarla , quella canzone .
Eppure era la canzone dei giochi , di quando lei e Franco giocavano a quei
buffi giochi che lei doveva giocare solo con lui.
" Giochiamo ai giochi?" faceva lui e lei se lo guardava e lo ammirava, "
vuole giocare solo con me, mi vuole bene, mi vuole bene" e chiudeva gli
occhi e lui cominciava ...
Cominciava e la musica scandiva quei ritmi particolari e allora...su e
allora avanti e allora bacetti particolari e il grande bacio di lei a lui e
la paura di sbagliare e certe lentezze...e lui che diceva " Dai ...Dai..."
e lei che quasi soffocava...e poi c'era la fine di quel bacio ...E poi c'
erano le sue lacrime , qualche volta e lui che si sistemava i pantaloni e la
camicia e che la guardava con aria di rimprovero come per dirle che faceva
male a piagnucolare.
Non è facile andare a farsi fare un tatuaggio soprattutto quando si è
minorenni , quando si è dei bambini.
Ma Franco conosceva dei signori , due uomini che però era come se fossero
sposati , che per modiche cifre non tiravano tanto per il sottile e
facevano tatuaggi a chiunque da tutte le parti...tranne che sulle mani e sul
volto.
I tatuaggi su quelle parti , e questa era una regola che i tatuatori si
tramandavano, era un loro codice, se li potevano fare solo i tatuatori
stessi tra loro o persone che avevano già quasi tutto il corpo tatuato.
E c'era una foto, nel negozio di questi due , che ritraeva la schiena ed il
culo di Franco...Infatti lui aveva un grosso dragone tatuato sulle spalle la
cui coda terminava nel culo .Quel tatuaggio era un vero capolavoro ed era
costato due mesi e mezzo di lavoro.
Dopo il primo rapporto con Mila, Franco le aveva voluto fare un regalo , un
piccolo tatuaggio, un cuore con dentro scritto " Franco".
E lei era stata contenta perché era un'ennesima conferma del fatto che lui
le voleva bene ma tanto bene.
"Non ti devi toccare quelle parti ..." le aveva detto un giorno la mamma
riferendosi alla sua sessualità e le aveva spiegato che i bambini non
nascevano sotto il cavolo.
" Già le so queste cose..." aveva pensato lei , " lo so i bambini nascono
dal coso di Franco lui me lo ha spiegato e se vado con un altro...Una
maledizione non mi farà più avere bambini". E la ascoltava , però senza
interromperla : la mamma era il tipo che si incazzava moltissimo quando
qualcuno la interrompeva.
E lei si era toccata solo una volta , che faceva caldo e Franco era partito
con la moglie e le figlie per una breve vacanza.Mentre lei , niente ...
Le sue vacanze erano Roma sempre per via del lavoro della mamma.
Ed un pomeriggio quando la portiera se ne era andata via e lei era rimasta
da sola si era distesa sul letto e aveva chiuso gli occhi per riposare...ma
aveva sentito che ...
Franco le mancava...E aveva iniziato a pensarlo e si era sentita , strana
un po' come quando c'era lui...E si era incominciata ad accarezzare il viso
come faceva lui...e poi era passata a toccarsi le gambe e poi più giù ancora
e le era sembrata dopo, una cosa molta strana più strana di quello che
faceva con Franco.
Ma questo non l'aveva detto a nessuno, neppure a lui . Sentiva che era una
sorta di cosa ...forse un po' sporca e da vergognarsi.
C'erano state delle volte che giocare con Sofia a dirsi i segreti , un po'
la infastidiva .
Sofia non le diceva quasi nulla , o magari poche e stupide cose: che aveva
visto il fratello di tredici anni nudo, che la moglie della guardia
giurata aveva una tresca con il figlio minorenne del vinaio.
"Cose da poco" pensava Mila e la stava a sentire e pensava a quelle cose che
Franco le faceva...e dopo la obbligava a giurare di non dirle a nessuno
altrimenti il diavolo se la sarebbe portata via. E lei, quando lui le
faceva fare questi giuramenti era contenta perché così pensava che era ,
quando uno era grande: non dire le cose... E lei si sentiva grande, grande
con lui.
Mila aveva sognato tutta la vita uno come Franco e lo avrebbe continuato a
sognare nonostante la moglie e le figlie... " Sai io sto con una grande che
ha gli stessi anni miei" le aveva detto lui un giorno ma a lei importava di
averlo quando lo aveva e nulla chiedeva .Solo che lui fosse carino come
era...eppure quando non lo era , era bello stare con lui e sentirsi sua.
Poi successe un fatto ...un fatto strano per lo meno per la televisione.
E per giorni al telegiornale non si fece che parlare di questo: di un uomo
di cinquant'anni che aveva un giro di ragazzine dell'età ...Proprio della
sua età.
La mamma aveva cercato di spiegarle che c'erano degli uomini che si
approfittavano delle bambine e che era un reato e che se uno la avesse
importunata , doveva correre a dirglielo. Poi aveva cambiato argomento e le
aveva chiesto della scuola ma Mila era rimasta imbambolata e con il pensiero
, era rimasta ancora alle parole della mamma..." E' un reato...è una cosa
sporca!".
" No " pensava " non è possibile... è una bugia! Che vuol dire ...Franco
mi vuole bene e non è cattivo con me ...E poi ha due figlie e uno che vuol
bene alle sue figlie non può essere cattivo, no, non può esserlo per
niente".
Però aveva pensato che qualcosa avrebbe chiesto a Franco e le avrebbe detto
dei discorsi della madre e avrebbe fatto anche il giro lungo con lui per
passare più tempo. Lui quel giorno non era venuto, e nemmeno gli altri
seguenti.
Mila era passata per la sala giochi e aveva chiesto al cassiere se aveva
notizie , ma quello niente era stato zitto e le aveva offerto due gettoni
per giocare al tris game.
Poi lei era passata per il bar e aveva chiesto alla cassiera e al barista se
lo avevano visto ma loro le avevano risposto che l'ultima vota era passato
con lei e che da allora loro ...non ne sapevano niente.
Gli amici di Franco, per intenderci quelli de "Il Teatrino" erano sparsi
qua e la per il quartiere e Mila non sapeva bene cosa facessero ma sapeva
che uno abitava nel palazzo di fronte al suo. Era andato a cercarlo, ma non
sapeva neanche il cognome.Aveva chiesto alla portiera se per caso conosceva
uno che era alto , un po' biondo e sempre abbronzato del palazzo di fronte
e quella le aveva dato un cognome Piermattei e le aveva detto che di sicuro
si trattava di lui.
Poi c'era stata e alla porta era venuta ad aprirle una bambina della sua età
con l'apparecchio ai denti alla quale aveva chiesto se un tipo biondo e
abbronzato...e lei non l'aveva fatta finire e aveva detto " A , papà...papà
è all'officina non è a casa e torna tardi" .
Allora lei si era messa ad aspettarlo fuori di casa ma Poi la mamma l'aveva
chiamata e allora avrebbe aspettato che lei la sera tornasse a servizio per
andare a cercarlo a casa.
Ma quella sera la mamma , era stanca ed incazzata e aveva voglia di
litigare...lei la conosceva bene e sapeva che in certe occasioni...lei
avrebbe trovato qualsiasi pretesto per litigare .
Infatti ecco le urla..." Ma è mai possibile che le cose in camera tua siano
così incasinate ...e che cazzo Mila!" E giù una sberla e niente lacrime e
giù un'altra sberla...e poi c'era stata la rincorsa intorno al tavolo della
cucina ...con lei con le scarpette di gomma che sfrecciava e la mamma che le
urlava " Sei una stronza!Sei una stronza!".
Ma poi era successa una cosa insolita, la mamma si era seduta e si era
messa a piangere e piano piano aveva detto " Io non ce la faccio più
...Signore aiutami tu ..." e Mila allora le era andata vicino e l'aveva
riempita di bacetti , e di carezze e le aveva detto che le voleva bene e che
avrebbe sistemato la stanza e le avrebbe fatto un massaggio ai piedi: alla
mamma piaceva tanto e la rilassava. E lei si era lasciata convicere e ,
tolte le scarpe da casa , aveva allungato i piedi e Mila glieli aveva
massaggiati , piano piano e ...Come era bella la sua mamma , anche così
stanca e così sfatta, con le lacrime che le avevano sciolto quel po' di
trucco...Era davvero bellissima e...
Non ci sarebbe stato niente di più bello: nemmeno Franco.
E poi la mamma aveva guardato l'orologio e , aveva detto che doveva
sbrigarsi altrimenti non sarebbe mai arrivata in tempo al lavoro e lei l'
aveva vista prepararsi ed andare via e aveva aspettato un po' e poi era
scesa per cercare quel tale Piermattei.
L'aveva visto in strada e l'aveva fermato e lui gli era parso strano e poi
gli aveva chiesto di Franco e lui aveva sorriso...ma un sorriso brutto come
per dire qualcosa che non si vorrebbe dire.
E poi aveva farfugliato qualcosa di poco chiaro ed le aveva chiesto di
seguirlo e lei l'aveva seguito...
Ora Mila da quel giorno non è più comparsa e la polizia e la madre stanno
ancora cercandola . Pensano ci sia di mezzo una rete di pedofili cui faceva
capo un certo Franco Misceri , titolare di una nota sala giochi del
prenestino e alcuni altri.
Nessuno sa, nessuno ha visto niente e Franco Misceri dalla gente del
quartiere è stato descritto come una persona tanto brava , legata alla
famiglia e che passava le feste comandate in casa.
E la bambina invece ( parla il proprietario di un bar della zona) "...è
una di quelle solite sbandate puttanelle del quartiere...non prometteva
nulla di buono e qualsiasi cosa le sia successa...Se l'è meritata".