EDS - Confessore: I racconti

Bianca il fiume e la strada

Il fiume scorreva, incostante ed agitato. Spumava tra i sassi, lambiva le rive di case e stradine fangose.
Sopra i muretti, oltre la spiaggia dove la pista da ballo si appoggiava a pochi mattoni, rossi, sbrecciati e monchi.
Oltre la pista, il bar e una finestra aperta e un vecchio, fumante e pensoso.
E poi la strada, un camion demolito, una macchina che sfreccia e un ragazzo fermo vicino a un paracarro.
Bianca, la pelle chiara e liscia delle mani appoggiate sulla gonna fasciata sulle gambe sedute, poco da vedere, solo le caviglie scivolare sul piede stretto dalle scarpe nuove, basse, con un tacco leggero.
Il volto dal fianco coperto dai capelli neri avvicinati alla leggera prominenza del mento, al rosso turgido delle labbra, al naso dalla punta minuta.
Bianca, dal collo senza pieghe e dal petto delineato dal solco dei seni nascosti dalla camicia di bottoni tesi nell'asola. Michele venuto all'appuntamento di lei, accanto, Michele coi capelli corti sotto il cappello, il volto deciso le labbra carnose davanti alle sue.
Michele e le sue mani, su quelle di lei morbide, il pensiero nel ricordo del suo corpo dalla pelle bollente e i seni schiacciati sul petto di lui, il ricordo del suo membro dentro lei, così aderente e turgida, i gemiti ed il profumo dei corpi.
Quante volte si sono amati? Non le conta; e non gl'importa quello che lei ora dice: "sono ebrea".
Ancora, nel pensiero, sopra di lei, il membro eretto, il tatuaggio della "Muti" sul fianco: solo lui, Michele, col tatuaggio sul fianco.
Bianca, dentro le cosce il caldo e gli umori profumati d'Africa e Oriente, lo aveva cercato e sapeva.
"Sono ebrea".
Michele, le mani serrate e un "perché l'hai detto" dentro sé senza pronunciarlo.
La macchina che viene dalla strada e tre persone, il ragazzo e l'uomo in silenzio che svolge i panni, gli da' il mitra, il caricatore e quello che guida, "stai attento col fucile".
E si ferma e mette una sigaretta spenta tra le labbra.
Il ragazzo, nel suo sguardo Bianca seduta e nel sogno il suo corpo steso immobile con i seni appena rialzati le braccia aperte verso di lui.
Il ragazzo, la sua mano il gesto e lei si alza, mossa breve e sinuosa.
"Aspettami un momento": Bianca che si alza e il movimento leggero della gonna sulle gambe e i fianchi. Il movimento delle mani di Michele che la prendevano leggere e il suo membro che premeva scivolando sulle labbra schiudendole. Michele la vede entrare nel bar, e l'uomo, sulla strada più in alto ed il ragazzo, a corsa, le mani pronte e "Michele Ferrini!"
Bianca fuori in strada non si volta, non si volta più, cammina anzi corre senza parlare, senza guardare, ma i colpi si sentono, una due raffiche, un altro colpo ancora.
Il ragazzo ansimante, rosso in volto e l'uomo con la pistola e la corsa, la macchina.
Bianca che corre e la sigaretta del terzo si accende il fumo scappa su Bianca il ragazzo il gesto inutile per i suoi occhi il silenzio del motore e della strada e di lei.