EDS - Confessore: I racconti
Le bugie hanno le gambe corte.
E' per questo che mia sorella è alta 1.78 e io sono tappa 1.51.
E poi il grave viene dal fatto che io non sono nemmeno la più piccola, abbiamo tre anni di differenza.
Lei è bella, perfetta, neanche un brufolo, neanche una calza smagliata, una macchia sui jeans, niente.
E' pure bionda e io invece di un colore insipido, castano, dice mia madre, cacca, dico io. Lei capelli lisci, io ricci. Lei occhi azzurri, io marroni.
Sembra che quando hanno progettato me avessero solo materiali di scarto.
Lei fa nuoto e io mi affogo anche sotto la doccia, lei gioca a tennis e io le raccatto le palline, lei va a cavallo e io lo striglio. Lei ha un pacco di amici, uno più figo dell'altro, io solo Marilena che mi sopporta al telefono quando mi vengono le crisi come oggi.
Già perché oggi sono entrata proprio in crisi.
Siamo uscite ieri sera, che era domenica. Claudia, le dico, non mi va di fare troppo tardi, domani ho esercitazioni di matematica, alle sette devo essere sveglia, non posso farmi fregare alle prime lezioni. Lei ha scrollato le spalle facendo finta di niente. Siamo andati al pub, i soliti del gruppetto.
A mezzanotte hanno avuto l'idea, andiamo tutti a casa di Pietro al mare e ci facciamo il bagno.
No, dico, io non vengo, tra l'altro faceva un freddo cane; mia sorella ha alzato le spalle, poi ha confabulato con Alessio, il suo ragazzo, e mi ha spedita a casa con lui.
Pensavo che Alessio ce l'avesse con me. Scusa, non pensavo di creare un problema ma non posso proprio fare tardi stasera, figuriamoci, mi ha risposto, dopo che ti ho accompagnata li raggiungo.
Quando siamo arrivati sotto casa stavo per salutarlo quando mi ha abbracciata e baciata, cazzo ho pensato, il più figo del gruppo che bacia me!
Per un millesimo di secondo m'è venuta in mente anche Claudia ma Alessio mi aveva infilato una mano in mezzo le gambe e me ne sono subito scordata.
Sono rientrata a casa, mezz'ora dopo, mi girava la testa, menomale che mia madre era già a letto, l'ho salutata senza affacciarmi nella stanza e mi sono infilata sotto le coperte.
Chiuso, non ci devo più pensare, Alessio è il ragazzo di mia sorella, lo ha presentato anche ai miei, la cosa è successa per sbaglio, domani lo chiamo e glie lo dico, così chiariamo, questo ho pensato addormentandomi. Bugia, addormentandomi ho pensato alle sue dita…
Alle tre mi suona il cellulare, mia sorella, è successo qualcosa.
Macchè era Alessio, parlava piano, anzi sussurrava, senti volevo dirti che era tanto che aspettavo che succedesse, vogliamo vederci domani? Domani quando? Domani dopo l'esercitazione di Matematica, per esempio. Ok. A domani, buonanotte fai un bel sogno, ti voglio bene. Ti voglio bene anche io. Ma che cazzo gli ho detto? Io a mia sorella non lo dirò mai. E a quest'ora non posso neanche chiamare Marilena!