EDS - Confessore: I racconti

La grande fiera d'autunno

E la grande Fiera giunse, infine, puntuale come l'autunno stesso, ed anch'essa rutilante di mille colori di fuoco vivo, terra bruna, cielo azzurro e sole accecante.
Quell'anno i piu' grandi Maghi del Paese si erano dati convegno proprio li'.

Joey sguscia eccitato tra una selva di gambe. Fanfare assordanti, zucchero filato.
Le grida di mille imbonitori non riescono a distogliere la gente dal tendone dei Maghi. Miti e leggende e scherzi si mischiano nel frastuono di mille organetti. L'aria frizzante odora di salsicce fumanti, e il mondo risplende di caramello dorato.

Joey senza soldi per lo spettacolo. Joey che entra sgattaiolando lesto in un buco del tendone. Ecco, lo spettacolo sta per iniziare. Joey si nasconde dietro il palco. Con una sola occhiata abbraccia tutto il suo mondo: ecco Kid il fabbro, con le sue grosse braccia nodose; e Sven il farmacista, allegro come un bambino; e Carl, e Freddy. Joey che sobbalza allo squillo delle trombe. Joey che vede Jade nascosta poco distante, complice, un dito sulle labbra a raccomandare il silenzio.

Eccolo, il Mago dei Maghi. Il suo nome e' leggenda: e' venuto dalla Grande Citta', col suo mantello ornato di tutte le stelle del cielo. Lento, apre le braccia al rullo dei tamburi. Le trombe squillano piu' forte. Le stelle del mantello luccicano alla luce danzante delle torce.

Joey guarda Jade. Jade guarda i bambini in prima fila. Quelli con i vestiti puliti, le guance appiccicose di zucchero filato. Quelli che hanno sempre la moneta per entrare dalla porta principale. Jade guarda Joey come in uno specchio: i calzoni strappati, le scarpe bucate, la camicia sgraziata, e una consapevolezza senza parole si fa strada nella sua mente di bambina, e sale ad inumidirle gli occhi con la forza di un presagio.

Ma ecco che i tamburi sembrano addormentarsi: si comincia! Il Mago, con un ampio, nobile gesto del braccio, si libera del mantello luccicante. Il mantello vola in fondo al palcoscenico, e le stelle si ammucchiano sull'asse piu' lontana, nell'angolo piu' b uio, proprio ad un passo da Joey e Jade occhi tristi.

Joey occhi curiosi. Come non allungare una mano coraggiosa su quella galassia intessuta di mille soli? Ma ... Bugia! I soli ... non sono che fondi di bottiglia, malcuciti su un cielo dai troppi rammendi. E non bastano rulli di tamburi e squilli di tromba a mascherare l'inganno. E non basta nemmeno l'applauso di Kid e Sven, di Carl e Freddy; nemmeno l'applauso del mondo intero. Bugia!

Un solo sguardo. Jade ora sorride. Schizzano fuori alla luce, e scappano via tra la folla ignara. Tra le mani un trofeo: il mantello del Mago.

Com'e' fresca l'acqua del ruscello. E come è caldo il sole. E come sono dolci le more. E le cicale, fanno forse meno rumore di quegli stupidi tamburi? Guarda giu': com'e' piccolo da qui il tendone della Fiera! Come sono lontani i rumori! E che bello l'oro dei campi ...

Che importa se le stelle del mondo non sono che cocci di vetro? Non sarai mai un perdente, se solo una volta hai saputo smascherare il Grande Mago, e sei stato cosi' folle da rubargli il mantello. Questo dice il riso di Jade e Joey.