EDS - Confessore: I racconti

PICCOLE SCELTE ALTRUI

Era una gonna color crema, con un spacco da vertigini e indossata senza pietà. Le gambe, che macinavano sanpietrini, si alternavano come lame di forbice sulle mie intenzioni, creando nuovi caleidoscopici disegni nei miei desideri.
Eppure, in buona sostanza, Mariella non stava che attraversando la strada senza strisce, e la sua mano nella mia non era che un riflesso di sicurezza. Maledii il mio palmo sudato e non la trattenni quando, giunti sull'altro versante, si lanciò verso la vetrina del negozio d'abbigliamento maschile.

- quella! quella è la cravatta giusta per te, sobria senza essere noiosa. ci farai un figurone, ma un figurone, che non potrai non chiudere il contratto.

E sorrise -sì, sorrise!- irresistibilmente. Avrebbe venduto un frigorifero ad un eschimese, spacciandolo per un armadio a tenuta stagna. L'amavo da mesi, non ricambiato. Il suo entusiasmo era per me il paese dei balocchi, e quella carne, che potevo solo intravedere, era oggetto di certi miei sogni notturni. Si prestava ad accompagnarmi nello shopping ogni volta che glielo chiedevo, anche se -per dirla tutta- di cravatte e giacche non capiva un accidenti. Speravo, meschinamente, di suscitare in lei almeno quell'istinto proprio di certe mogli che, in subordine ad un amore mancato o estinto, s'attaccano alla possibilità di gestire piccole scelte altrui per sentirsi più vive e in compagnia. Ma anche per quel giorno nessun bacio, e solo carezze inventate, la notte.

L'indomani non indossai, come previsto, la cravatta che avevo finto di apprezzare e che, alla fine, avevo acquistato. Il telefono cominciò a squillare ad un'ora ben precisa, e risposi:

- è andato tutto bene, ed è anche merito tuo! festeggiamo a cena?

A cena non venne, aveva già un appuntamento con un uomo.
"portami fortuna tu stavolta", disse. E io, spergiuro, le promisi che mi sarei toccato per lei la gobba, che -tra l'altro- mi stava davvero spuntando a forza di controllare che tra le gambe fosse ancora tutto vivo.