Il
tema dato era:
Si consideri una recente crisi
di governo e la si riscriva mettendo in evidenza gli elementi ridicoli
e strambi, cioe' la dimensione di commedia dentro cui si muovono protagonisti
che si prendono troppo sul serio.
Amici, italiani, compagni, prestatemi
i vostri orecchi. Io vengo a seppellire il Governo, non a dirne l'elogio.
Il male che i governi fanno, vive dopo di loro, il bene è spesso
sotterrato con i loro decreti.
Il nobile Bertinotti vi ha detto
che la finanziaria era antisociale. Se così fosse, era una grave
colpa, e gravemente l'esecutivo l'ha espiata. Qui, col permesso di Bertinotti,
e del Polo - perché Bertinotti è un uomo d'onore, e tali
son tutti, tutti uomini d'onore - io vengo a parlare alla chiusura delle
Camere, poiché Prodi ha rimesso il mandato nelle mani del Capo dello
Stato.
La maggioranza ha ceduto, essa era
stata concordata con l'appoggio di Rifondazione, ma Bertinotti dice che
le pensioni non si toccano, e Bertinotti è un uomo d'onore.
Il governo ha promosso la ripresa
economica, con gli incentivi per la vendita delle auto, con gli aiuti per
favorire lo sviluppo e l'occupazione, con le misure necessarie per entrare
in Europa. Parve questo un atto antisociale? Quando, a causa dell'aumento
della tassazione, i poveri hanno pianto, l'esecutivo ha pianto: un programma
antisociale dovrebbe essere fatto di stoffa più dura; pure Bertinotti
dice che era antisociale, e Bertinotti è un uomo d'onore. Vedeste
tutti che l'inflazione si è abbassata all'1,4 programmato. Io non
parlo per confutare le parole di Bertinotti, ma sono qui per dire quello
che so. Voi tutti l'avevate votato, una volta, non senza causa. Quale causa
vi trattiene ora dal rinnovarlo? O Discernimento, tu ti sei rifugiato tra
le bestie brute della Lega, e gli uomini hanno perso la ragione.
(Dai banchi leghisti si alza un
applauso. D'Alema li invita alla calma con un gesto delle mani.)
Ancora ieri la parola di Prodi avrebbe
potuto levarsi contro la secessione. O signori, se io volessi istigare
i vostri cuori alla rivolta ed al furore, farei torto a Bertinotti, e torto
a Berlusconi e Fini, i quali, sapete tutti, come Andreotti sono uomini
d'onore. Io non faro' torto a loro, preferisco far torto al governo, far
torto a me stesso e a voi, piuttosto che fare torto a uomini così
rispettabili.
Ma c'è qui una nuova bozza
della finanziaria, era pronta per essere ripresentata.
Se i colleghi parlamentari udissero
soltanto questi emendamenti, che, perdonatemi, non intendo leggere, tutti
correrebbero a votare per il caduto governo Prodi.
(Subbuglio in aula: da tutte le
parti arrivano incitazioni a leggere)
Abbiate pazienza, colleghi, io non
debbo leggerli, non è opportuno che sappiate degli aumenti all'indennità
parlamentare, delle facilitazioni fiscali per i congiunti (fino alla terza
generazione) dei capigruppo, sottosegretari e portaborse… I tagli alla
spesa pubblica sarebbero ben ricompensati con una diminuzione del 20% alla
tassa sui cani.
(tumulto in aula, molti si alzano
per applaudire, scandiscono <emendamenti… emendamenti…>)
Il governo Prodi cadde. Oh, quale
caduta fu quella, compagni parlamentari!
Ma, buoni amici, non lasciatevi
trasportare dalle mie parole. Coloro che hanno commesso quest'azione sono
uomini d'onore. Quali privati rancori li abbiano spinti a commetterla,
ahimè io non so. Sono saggi e rispettabili, e senza dubbio vi risponderebbero
con il Welfare.
Questo era un governo! Quando ne
verrà un altro uguale?
(Si allontana dal microfono, tra
la confusione generale. I commessi non riescono a ripristinare l'ordine
in aula.)
Ed ora che operi. Maleficio, ormai
sei in cammino; prendi il corso che vuoi.
Ottobre 1997