LA SECONDA FONDAZIONE

Di Marco Guagnelli, Simone Guagnelli, Alessandro Catalano, Bianca Maria Carchidio.

 

Chi siamo? I FANTASTICI QUATTRO:

Con i piedi in giro per il mondo e la testa a Roma, Marco Guagnelli e' L'UOMO DI GOMMA. Salta elasticamente dalla fisica teorica alla letteratura, passando per la psicanalisi ortodossa ed e' il leader dei Fantastici Quattro. 

Piccolo, brutto e cattivo Simone Guagnelli e' LA COSA, l'Uomo di Roccia, detto anche "culo di pietra" per la sua proverbiale pigrizia, quando si sveglia travolge tutto e tutti con la forza dei suoi pensieri granitici, distribuendo cazzotti e randellate senza pietà.

Alessandro Catalano, all'apparenza glaciale come una vodka messa in freezer, ha dentro un fuoco tutto da scoprire. In attesa che esprima i suoi bollori, sin da adesso lo chiameremo: L'UOMO DI FUOCO.

La Ragazza della banda, dall'address irreperibile che sparisce e riappare magicamente, e' Bianca Maria Carchidio, vera e propria DONNA INVISIBILE: i suoi scritti non lasciano traccia....

Ndr: L'immagine e' stata tratta da un Super Gulp del MCMLXXVIII, dato alle stampe quando voi tre avevate ancora i calzoncini corti (per non dire il pannolone...) ed era accompagnata dal seguente testo:

Questi personaggi hanno acquistato i loro fantastici poteri in seguito alle radiazioni cosmiche assorbite durante un volo sperimentale nella stratosfera. Lo scienziato Reed Richards sembra diventato di gomma, il pilota Ben Grimm si trasforma in una "cosa", il giovane Johnny Storm puo' infiammarsi e volare, sua sorella Susan puo' rendersi invisibile. Anche se talvolta non sono del tutto soddisfatti delle proprie facoltà, decidono di metterle al servizio dell'umanità. Non dispongono di un'identità segreta e sono "in servizio" ventiquattro ore su ventiquattro. Questa serie è stata realizzata da Stan Lee (che ha coniato lo slogan "supereroi con superproblemi" ) e da Jack Kirby nel 1961.

 

 

 

 

L'Idea

Gli Accordi Preliminari

I Fantastici Quattro in Azione

Epilogo: complimenti e lodi

 

 

 

 

 

L'idea

 

Ancora prima di pensare all'idea dello scherzo, e della Seconda Fondazione, il 27/5/97 Marco mi mando' la trama di un racconto che gli era venuta in mente:

 

Una donna sogna la settima suite inglese di Bach (Bach ha scritto solo 6 suites inglesi). La donna e' un'insegnante di pianoforte di una certa eta'. Ha alle spalle una grande, promettente carriera di virtuosa del piano, interrotta per motivi da definire. Si sveglia, ma non riesce a ricordare la musica. Alcuni giorni dopo "sente" di nuovo la musica, ma questa volta e' sveglia. La musica proviene dall'appartamento sopra il suo. Ovviamente la musica non e' la settima suite di Bach. E' una musica sconosciuta, un po' ingenua ma in stile barocco (anzi, bachiano). Ricorda appunto le suite inglesi, anche se a un livello molto inferiore.

Incuriosita, indaga: scopre che una nuova famiglia (composta da una giovane madre, sola, e dal figlio 15-enne) e' da poco arrivata. Il ragazzo suona il pianoforte come un'autodidatta - la madre gli insegna un po'. Il pezzo l'ha scritto lui.

L'anziana signora si rende conto di avere di fronte un genio. Un genio in potenza: una sensibilita' musicale straordinaria. Rivede se stessa da giovane, e decide che quel giovane sconosciuto dovra' avere miglior sorte, e quindi di aiutarlo (la madre del ragazzo ha qualche difficolta' economica).

Comincia una straordinaria stagione di insegnamento: il giovane comincia a spiegare tutte le sue doti. Finche' si scopre l'atroce verita': l'anziana pianista aveva avuto una figlia, da giovane. Aveva abbandonato la figlia per inseguire la sua carriera. Aveva fallito proprio sotto il peso del rimorso. Il giovane genio e' suo nipote: la figlia ha fatto di tutto per ritrovare la madre, e per vendicarsi. Le toglie il nipote, parte, per non farsi piu' ritrovare: come la madre l'aveva abbandonata, cosi' lei fa in modo che la madre abbandoni ogni speranza di arrivare alla vera "arte" (attraverso il nipote geniale).

 

Tutto questo, mentre guidavo verso Roma. Che te ne pare?

 

13/6/97

Cara Pippi Calzelunghe,

sono reduce dalla piu' clamorosa ciucca da qualche anno a questa parte. Ahhh, mi ci voleva proprio, una nottatina tutta amici-sigarette-alcool. Ieri sera abbiamo organizzato uno scherzo letterario (serio, una cosa a` la Borges) da fare su fabula. Sei arruolata anche tu, ovviamente. Poi ti spiego.

tuo

Borracho

 

13/6/97

Contaci!! Sono curiosissima di saperne di piu'

Tua

Gianburrasca

 

16/6/97

Caro il mio sottoinsieme di fabula,

passo prima di tutto alle presentazioni:

1. Bianca (aiasoft@mbox.vol.it) farebbe impallidire Achab;

2. Alessandro (alessandro.catalano@iol.it) e` un pessimo bevitore;

3. Simone (simogua@flashnet.it) e` un calciatore disoccupato;

4. Marco (guagnel@mail.cern.ch) non merita commenti.

Ecco, ora che ci conosciamo nei dettagli piu' intimi, passo a descrivere (a beneficio soprattutto di Bianca, che non ha partecipato alla seratina alcoolica presso la "Rive Gauche", San Lorenzo, Roma) cio' che sara' noto come Lo Scherzo.

Inventiamoci un autore: inventiamoci un romanzo scritto da questo autore: descriviamo nei dettagli (su fabula) trama, biografia, ideologia di autore/romanzo *scannandoci* tra di noi, ossia instaurando una polemica fittizia (ma non per questo meno significativa).

Potrebbero uscir fuori cose interessanti, tipo "la funzione dello scrittore", ma senza arrivare al frullatore (ossia potremmo parlare delle cose che ci stanno piu' a cuore divertendoci).

Nessuno, scommetto, prestera' attenzione a quello che andremo scrivendo su fabula.

La trama (almeno, quella che mi e' venuta in mente) la sapete tutti: ad Alessandro e Simone l'ho raccontata a voce (anche se forse dovrei riscriverla, visto che erano troppo imberiaghi per starmi a sentire - 'sti giovani d'oggi, non reggono neanche 3 litri di Septante 5). Bianca la sa perche' si' (e' quella trama che ti ho raccontato aver concepito durante il viaggio in macchina Ginevra-Roma. Si', si', lo so, poi - con calma, il romanzo lo scriveremo sul serio).

Passo alle proposte da discutere, e a quelle che avevamo gia' discusso davanti ai boccali schiumanti ma che abbisognano di conferme.

1. L'autore: russo (Simone, pensa tu al nome), nato in un anno tale che abbia una decina d'anni durante la rivoluzione d'ottobre, scappa con la famiglia (nobili decaduti?), dopo la necessaria tappa svizzera arrivano in America. 10 anni dopo il tizio scrive - in inglese - questo romanzo (opera unica, un *capolavoro*, non dimentichiamolo, a parte qualche racconto minore). Muore alcolizzato e suicida a 40 anni senza averlo pubblicato.

2. Il problema della casa editrice. Vedo due soluzioni:

A) il romanzo e' stato pubblicato in Italia nel '96 dalla Marcos y Marcos, e tutti e 4 noi membri della Seconda Fondazione di Fabula l'abbiamo letto.

B) il romanzo non e' stato pubblicato in Italia.

Solo due di noi l'hanno letto in versione originale - in questo caso gli altri due partecipanoper puro spirito polemico.

Vantaggi e svantaggi: nel caso A), e' facilissimo controllare che stiamo mentendo. Un tipo pignolo come Zeller ci smonta il gioco dopo due mail. Nel caso B) manca la presa diretta (e' un po' improbabile che 4 fabuli abbiano letto, in inglese, lo stesso sconosciuto romanzo).

Fatemi sapere. Non dimenticate di spedire eventuali risposte a tutti.

vostro servo umilissimo

Sancho Panza

 

 

Gli Accordi Preliminari 

 

16/6/97

Innanzi tutto vi ringrazio per avermi accolto nella Fondazione, e con grande gioia cerchero' di dare il mio modesto contributo.

L'idea mi stuzzica parecchio (le studiate di notte o e' solo frutto del tuo genio, Marco?)

Le ipotesi presentate finora mi sembrano plausibili - Marco diceva:

2. Il problema della casa editrice. Vedo due soluzioni:

A) il romanzo e' stato pubblicato in Italia nel '96 dalla Marcos y Marcos, e tutti e 4 noi membri della >Seconda Fondazione di Fabula l'abbiamo letto.

Perche' dovrebbe essere stato pubblicato cosi' recentemente? Se lo facciamo uscire nel 1978, per esempio, edizione unica e mai piu' ristampata, sarebbe piu' difficile da spulciare. Potremmo averlo letto in italiano, l'uno avendolo trovato in una bancarella di libri usati, l'altro perche' era nella biblioteca dei genitori, io perche' sono abbastanza vecchia da averlo comprato ai tempi :-) e cosi' via.

Per la casa editrice non saprei, confesso che non conosco molto la letteratura russa.

Ho trovato nella mia libreria *Il Sosia* di Antonij Pogorel'skij (1787-1836) Edizioni Studio Tesi di Pordenone, 1990. Lo conoscete? Potremmo usarlo all'inizio come esca, per saggiare il terreno. Tra l'altro, non era male: una serie di storie fantastiche su superstizione e razionalismo, reale e immaginario, che due gentiluomini si raccontavano in certe serate autunnali piene di mistero. E' un autore russo minore, ha scritto tre cose in tutto, ma e' esistito veramente.

Che ne dite?

Bianca

 

17/6/97

Intanto ciao a tutti,

soprattutto a Bianca che non conosco ma che mi e' simpatica perche' accetta con entusiasmo la sfida e a Marco che si e' dimostrato un discreto bevitore.

Marco:

  1. L'autore: russo (Simone, pensa tu al nome), nato in un anno tale che abbia una decina d'anni durante la rivoluzione d'ottobre, scappa con la famiglia (nobili decaduti?), dopo la necessaria tappa svizzera arrivano in America. 10 anni dopo il tizio scrive - in inglese - questo romanzo (opera unica, un *capolavoro*, non dimentichiamolo, a parte qualche racconto minore)

Muore alcolizzato e suicida a 40 anni senza averlo pubblicato.

A questo proposito sarebbe necessario farlo passare per Berlino e Parigi, secondo il tragitto comune a tutti gli emigrati russi dell'epoca. Io e Simone potremmo tirare su tutto un discorso sui suoi articoli usciti sulle riviste dell'emigrazione (con tanto di nome), dove compare sempre come critico e mai come autore; magari riprendendo lo spunto Nabokov, che trovate alla fine di questo messaggio.

Sul punto 2 convengo con Bianca: basterebbe un'edizione strana da semispecialisti in italiano che qualcuno compro' all'epoca e due potrebbero averlo letto in inglese. Quindi si potrebbe anche imbastire un discorso sulla traduzione. del tipo che chi lo ha letto in italiano lo trova scorrevole e leggero, chi in inglese ostico e complesso.

Bianca:

Perche' dovrebbe essere stato pubblicato cosi' recentemente? Se lo facciamo uscire nel 1978, per esempio, edizione unica e mai piu' ristampata, sarebbe piu' difficile da spulciare.

Non e' una cattiva idea. Si potrebbe anche parlare di un'imminente ristampa per una casa editrice tipo Einaudi sulla scia dell'operazione Paul Auster.

Tra quelle fallite si potrebbe prendere in considerazione proprio Studio Tesi.

Parecchie cose slave le pubblicava anche la defunta Lucarini.

Ancora Bianca:

Ho Antonij Pogorel'skij (1787trovato nella mia libreria *Il Sosia* di -1836) Edizioni Studio Tesi di Pordenone, 1990. Lo conoscete?

Il problema di Pogorel'skij e' che e' troppo vecchio per quello che ci proponiamo e che in fondo basta fare un controllo su un'enciclopedia e verificare. Sono quasi certo che sulla garzantina di letteratura ci sia la sua "voce".

Peraltro compare anche in un'antologia Feltrinelli e in una Mondadori. Mi sembra un po' rischioso.

Che ne pensate invece del fratello di Nabokov, vissuto tutta la vita all'ombra del fratello, che si suicida lasciando questo capolavoro che il fratello non vuole assolutamente rendere pubblico e viene riscoperto solo dopo la sua morte?

ciao a tutti

alessandro

 

17/6/97

Cari amici della Confraternita,

come dicevo ieri, sui russi sono molto ignorante, quindi lascio totalmente a voi l'onere della creazione di un retroterra culturale che non conosco. Per quanto riguarda i miei interventi nella ML, mi atterro' al Nostro, per evitare svarioni.

Dice Alessandro:

Il problema di Pogorel'skij e' che e' troppo vecchio per quello che ci proponiamo e che in fondo basta fare un controllo su un'enciclopedia e verificare. Sono quasi certo che sulla garzantina di letteratura ci sia la sua "voce".Peraltro compare anche in un'antologia Feltrinelli e in una Mondadori. Mi sembra un po' rischioso.

Io proponevo di usarlo come esca, non come autore: per esempio si comincia la discussione su Pogorel'skij, così vediamo chi interviene e a che livello, e poi per libera associazione un altro butta la' la nostra storia, ma forse e' troppo macchinoso, non so.

Per ora ciao, e ben trovati :-)

Bianca

 

17/6/97

On Tue, 17 Jun 1997 alessandro.catalano@iol.it wrote:

A questo proposito sarebbe necessario farlo passare per Berlino e Parigi, secondo il tragitto comune a tutti gli emigrati russi dell'epoca. Io e Simone potremmo tirare su tutto un discorso sui suoi articoli usciti sulle riviste dell'emigrazione (con tanto di nome), dove compare sempre come critico e mai come autore; magari riprendendo lo spunto Nabokov, che trovate alla fine di questo messaggio.

Va bene: allora tu e Simone pensate all'apparato critico. Pero' bisogna decidere date e tappe: se e' fuggito dalla Russia diciamo nel 18 e aveva 12 anni (sto inventando a caso), fino a 15 resta in Europa e a 20 scrive il romanzo, quando cazzo ce lo ha avuto il tempo per imparare l'inglese come si deve per poter scrivere appunto il romanzo? Vabbe', l'avra' scritto a 25 anni: questo sposta la data di composizione al 1931, che potrebbe non essere male.

Subito dopo la grande crisi. Alcolista e suicida a 40, cioe' subito dopo la guerra.

Ancora Alessandro:

Sul punto 2 convengo con Bianca: basterebbe un'edizione strana da semispecialisti in italiano che qualcuno compro' all'epoca e due potrebbero averlo letto in inglese. Quindi si potrebbe anche imbastire un discorso sulla traduzione. del tipo che chi lo ha letto in italiano lo trova scorrevole e leggero, chi in inglese ostico e complesso.

Benissimo: allora si potrebbe fare cosi'. Tu e Simone, che siete nel campo, l'avete letto per motivi professionali, in italiano. Io e Bianca l'abbiamo letto in inglese. Io ho trovato il libricino, usato, al mercato delle pulci a Plainpalais, e mi ha incuriosito la copertina. Bianca l'ha pescato nel ventre di un pescecane. %-) O meglio ancora, Bianca e' l'unica ad averlo letto in versione originale: io l'ho letto in francese.

Possiamo cominciare che io mando un messaggio raccontando di quello stupendo sabato mattina al mercatino delle pulci, e chiedendo alla fine se esiste una traduzione italiana. E poi vediamo.

Alessandro:

Non e' una cattiva idea. Si potrebbe anche parlare di un'imminente ristampa per una casa editrice tipo Einaudi sulla scia dell'operazione Paul Auster.

Buono.

Che ne pensate invece del fratello di Nabokov, vissuto tutta la vita all'ombra del fratello, che si suicida lasciando questo capolavoro che il fratello non vuole assolutamente rendere pubblico e viene riscoperto solo dopo la sua morte?

Ma non e' troppo facile sgamare il gioco, poi? Io opterei per l'Illustre Sconosciuto (casomai possiamo inventarci una corrispondenza epistolare, se le date - confesso la mia ignoranza sulle date fondamentali della vita di Nabokov - sono quelle giuste.

vostro

Superciuk

 

17/6/97

salve ragazzi,

vedo che la cosa ci ha preso rapidamente, tranne il solito pelandrone Simone.

Sono certo pero' che il suo contributo sara' scoppiettante come al solito.

Diceva Bianca:

Io proponevo di usarlo come esca, non come autore: per esempio si comincia la discussione su Pogorel'skij, così vediamo chi interviene e a che livello, e poi per libera associazione un altro butta la' la nostra storia, ma forse e' troppo macchinoso, non so.

Mi sembra una buona idea, anche se finora tutti i discorsi su autori russi che sono venuti fuori li abbiamo fatti io e Simone.

Magari pero' adesso c'e' anche quello di Padre Sergio... e poi noi siamo gia' in quattro. 

Diceva Marco:

quando cazzo ce lo ha avuto il tempo per imparare l'inglese come si deve per poter scrivere appunto il romanzo? Vabbe', l'avra' scritto a 25 anni: questo sposta la data di composizione al 1931, che potrebbe non essere male. Subito dopo la grande crisi. Alcolista e suicida a 40, cioe' subito dopo la guerra.

Mi sembra perfetto.

O meglio ancora, Bianca e' l'unica ad averlo letto in versione originale: io l'ho letto in francese.

Ecco ecco, cosi' non e' male. Bisognera' pero' anche li' inventare casa editrice e data dio pubblicazione (c'e' Colombini che sta in Francia e anche dalla Svizzera e' facilmente controllabile). 

Possiamo cominciare che io mando un messaggio raccontando di quello stupendo sabato mattina al mercatino delle pulci, e chiedendo alla fine se esiste una traduzione italiana. E poi vediamo.

Buono.

Magari si potrebbe lanciare una tiritera sul fatto che io ho un'edizione italiana tradotta dall'inglese e dire che e' la solita schifezza italiana. Salvo poi scoprire che era quello l'originale. Faro' la figura dell'idiota, ma poco male.

Ancora Marco, alla mia osservazione: Che ne pensate invece del fratello di Nabokov

Ma non e' troppo facile sgamare il gioco, poi? Io opterei per l'Illustre Sconosciuto (casomai possiamo inventarci una corrispondenza epistolare, se le date - confesso la mia ignoranza sulle date fondamentali della vita di Nabokov - sono quelle giuste.

Si', forse hai ragione; magari sentiamo che ne pensa Simone.

Comunque le date di Nabokov sono 1899-1977. Emigrato nel 1919, studi a Cambridge (oltre alla letteratura, la biologia), Pseudonimo V. Sirin. Pubblica sulle riviste dell'emigrazione. Poi si trasferisce a Berlino. Nel 1940 parti' per gli Stati Uniti, anche se il primo romanzo in inglese lo scrisse gia' prima di lasciare l'Europa.

In fondo una vita analoga a quella che stiamo cercando di costruire...

ciao

alessandro

 

17/6/97

Mi va bene tutto quanto stabilito fino ad ora, tranne un piccolo particolare, la proposta di Marco:

O meglio ancora, Bianca e' l'unica ad averlo letto in versione originale: io l'ho letto in francese.

Non me la sento di averlo letto in inglese: non lo so così bene, non ho mai letto niente, al massimo traduco le parole delle canzoni :-)

Ciao

Bianca

 

17/6/97

Ciao ragazzi, scusate il ritardo ma io un collegamento al giorno mi posso concedere, quindi anche in futuro dovrete aspettare almeno 24 ore per una mia replica.

Comunque finora ho letto una mail di Marco e una di Bianca.

io sono (lo dico per Bianca) quello disoccupato (fortuna che amici e parenti mi offrono di tanto in tanto qualche litro di birra).

Marco:

La trama (almeno, quella che mi e' venuta in mente) la sapete tutti:

E' passato tanto tempo... scrivimela.

1. L'autore: russo (Simone, pensa tu al nome),

Accidenti, lo sapevo, a me la parte piu' difficile e inutile. Ok, direi Georgij Maksimovic Ljubanov. Georgij Ljubanov. accento sulla u. Che ne dite? E il titolo del romanzo?

nato in un anno tale che abbia una decina d'anni durante la rivoluzione d'ottobre,

Io direi nato il 22 gennaio 1905, cioe' il giorno della "domenica di sangue" che diede inizio alla prima rivoluzione russa. Mi sembra che l'altra sera avessimo detto di infarcire lo scherzo di aneddoti e simili.

Muore alcolizzato e suicida a 40 anni senza averlo pubblicato.

Facciamo 37? gli scrittori russi muoiono tutti a 37 anni.

E in che anni lo avrebbe scritto?

E come itinerario? solo svizzera e usa? neanche un paio d'anni a Praga? Un weekend a parigi? una puntatina a Capri?

2. Il problema della casa editrice. Vedo due soluzioni:

A) il romanzo e' stato pubblicato in Italia nel '96 dalla Marcos y Marcos, e tutti e 4 noi membri della Seconda Fondazione di Fabula l'abbiamo letto.

giustamente Bianca

Perche' dovrebbe essere stato pubblicato cosi' recentemente? Se lo facciamo uscire nel 1978, per esempio, edizione unica e mai piu' ristampata, sarebbe piu' difficile da spulciare. Potremmo averlo letto in italiano, l'uno avendolo trovato in una bancarella di libri usati, l'altro perche' era nella biblioteca dei genitori, io perche' sono abbastanza vecchia da averlo comprato ai tempi :-) e cosi' via.

Nel '96 potrebbe essere stato stampato per la prima volta in Russia. Alessandro, e perche' no qualche anno fa in ceco?

Per la casa editrice non saprei, confesso che non conosco molto la letteratura russa.

Alessandro conosce meglio il mondo editoriale legato agli slavi. Nel '78 quale casa avrebbe (non famosissima, cioe' non feltrinelli) potuto fare un'operazione del genere?

Sempre Marco:

B) il romanzo non e' stato pubblicato in Italia. Solo due di noi l'hanno letto in versione originale - in questo caso gli altri due partecipano per puro spirito polemico.

Bianca: originale in inglese

Marco: traduzione italiana

Alessandro: traduzione ceca

io: traduzione russa.

E' troppo?

Bianca aggiungeva

Ho trovato nella mia libreria *Il Sosia* di Antonij Pogorel'skij (1787-1836) Edizioni Studio Tesi di Pordenone, 1990. Lo conoscete? Potremmo usarlo all'inizio come esca, per saggiare il terreno.

Nulla in contrario, ma dubito fortemente che qualcuno di fabula possa averloletto. Ho controllato sul Lo Gatto: gli dedica nove righette. Ripeto, nulla in contrario. Io non lo conoscevo.

Marco:

Fatemi sapere. Non dimenticate di spedire eventuali risposte a tutti.

A proposito, Bianca, la tua risposta l'hai mandata pure ad alessandro? (te lo chiedo perche' il suo indirizzo non compariva all'inizio di quella che e' arrivata a me).

A domani sera, eventualmente.

Simone

 

18/6/97

Simone con il suo solito tempismo proponeva ottimi spunti:

1. L'autore: russo (Simone, pensa tu al nome), Accidenti, lo sapevo, a me la parte piu' difficile e inutile. Ok, direi Georgij Maksimovic Ljubanov. Georgij Ljubanov. accento sulla u. Che ne dite?

Buono il cognome, spero non sia ostico di pronuncia per un italiano (che ne pensate Marco e Bianca?).

Io direi nato il 22 gennaio 1905, cioe' il giorno della "domenica di sangue" che diede inizio alla prima rivoluzione russa. Mi sembra che l'altra sera avessimo detto di infarcire lo scherzo di aneddoti e simili.

D'accordissimo, tanto piu' che nessuno se ne accorgera'.

Sempre Simone, a Marco che diceva:

Muore alcolizzato e suicida a 40 anni senza averlo pubblicato.

Facciamo 37? gli scrittori russi muoiono tutti a 37 anni.

Vada per i trentasette.

Allora, ricapitoliamo:

nato nel 1905, nel 1919 emigra (14 anni), vedremo poi le soste (Berlino, Parigi, Praga e l'Inghilterra, per l'inglese, mi sembrano quelle fondamentali), si trasferisce in America nel 1923-4 e qualche anno dopo scrive il Gromanzo (Marco diceva nel 1932 dopo la grande crisi - 27 anni, si puo' fare), muore a 37 anni nel 1942, in piena guerra mondiale (magari sarebbe carino scegliere un'altra data emblematica).

E come itinerario? solo svizzera e usa? neanche un paio d'anni a Praga? Un weekend a Parigi? una puntatina a Capri?

Qui ci possiamo sbizzarrire a nostro piacimento.

Gia' vedo una sua corrispondenza con la Cvetaeva che e' stata colpevolmente omessa nell'edizione italiana Adelphi del di lei epistolario.

Alessandro conosce meglio il mondo editoriale legato agli slavi. Nel '78 quale casa avrebbe (non famosissima, cioe' non feltrinelli) potuto fare un'operazione del genere?

Il 1978? Anni bui... mi vengono in mente i "Capolavori della Medusa" Mondadori (Terza serie), che in quanto collana estinta potrebbero offrire un'ottima copertura. Sono libri con rilegatura pesante blu e caratteri dorati (io posseggo un Brandys, "La difesa della Grenada", del 1980 e mi pare di ricordare che nella stessa collana usci' qualcosa di Nabokov).

Bianca: originale in inglese

Marco: traduzione italiana

Alessandro: traduzione ceca

io: traduzione russa.

Bianca chiedeva lei l'italiano, quindi a Marco tornerebbe il francese; si potrebbe fare, ma l'originale inglese chi se lo becca?

E' troppo?

Beh, abbiamo detto che dobbiamo osare oltremisura, no?

ciao

alessandro

P.S.

Come sapete io mi assentero' per qualche giorno a partire da giovedi'.

Mi raccomando aspettatemi...

 

18/6/97

Donne che avete intelletto d'amore,

mi rendo conto di essere un po' indietro con lo sviluppo delle idee. Ah la trasgressione, una moglie e una figlia che dormono e io che mi collego per la seconda volta. WOW!

Aspetto chiaramente conferme o smentite su quanto ho detto nella mail precedente, per ora provo ad allinearmi.

Io propenderei piu' per la falsa riga nabokov piuttosto che per un improbabile fratello.

Alessandro:

A questo proposito sarebbe necessario farlo passare per Berlino e Parigi, secondo il tragitto comune a tutti gli emigrati russi dell'epoca.

Su questo ormai credo siamo d'accordo (anche se aspetto per un'eventuale parentesi praghese)

Sul punto 2 convengo con Bianca: basterebbe un'edizione strana da semispecialisti in italiano che qualcuno compro' all'epoca e due potrebbero averlo letto in inglese. Quindi si potrebbe anche imbastire un discorso sulla traduzione. del tipo che chi lo ha letto in italiano lo trova scorrevole e leggero, chi in inglese ostico e complesso.

Decidiamoci, chi ha letto cosa e come. Capisco le remore di bianca, ma neanche io a dire il vero ho mai letto un libro intero in russo. Se proprio non vuoi, potresti averlo letto in italiano e marco in inglese.

Bianca:

Perche' dovrebbe essere stato pubblicato cosi' recentemente? Se lo facciamo uscire nel 1978, per esempio, edizione unica e mai piu' ristampata, sarebbe piu' difficile da spulciare.

E Alessandro:

Non e' una cattiva idea. Si potrebbe anche parlare di un'imminente ristampa per una casa editrice tipo Einaudi sulla scia dell'operazione Paul Auster.

Va bene, ma di questo te ne occuperai tu alessandro che sei informato su tutte le novita' editoriali. E' chiaro che non puoi dire di averlo letto su Pulp.

Tra quelle fallite si potrebbe prendere in considerazione proprio Studio Tesi. Parecchie cose slave le pubblicava anche la defunta Lucarini.

E perche' scartare gli editori riuniti. I romanzi di trifonov che ho comprato la settimana scorsa a porta portese sono stati stampati dagli E.R. proprio nel '78.

Bianca e Alessandro:

Ho trovato nella mia libreria *Il Sosia* di Antonij Pogorel'skij (1787-1836) Edizioni Studio Tesi di Pordenone, 1990. Lo conoscete? Il problema di Pogorel'skij e' che e' troppo vecchio per quello che ci proponiamo e che in fondo basta fare un controllo su un'enciclopedia e verificare. Sono quasi certo che sulla garzantina di letteratura ci sia la sua "voce".

Peraltro compare anche in un'antologia Feltrinelli e in una Mondadori. Mi sembra un po' rischioso. 

Io proponevo di usarlo come esca, non come autore: per esempio si comincia la discussione su Pogorel'skij, così vediamo chi interviene e a che livello, e poi per libera associazione un altro butta la' la nostra storia, ma forse e' troppo macchinoso, non so.

Sono certo che nessuno interverra', basti pensare al fiasco recente di tolstoj. Trovo anche difficile collegare un minore dell'ottocento con un genio sconosciuto del '900. Pero' come termometro potrebbe andare. Tu Bianca potresti chiedere gentilmente ai fabuli qualche notizia su di lui perche hai letto il sosia e ti ha incuriosito. Cosi' vediamo quanti si prenderebbero la briga di controllare e/o di cercare notizie su un nome sconosciuto. Chiaramente nessuno di noi interverra' e la cosa presumibilmente morira' li'. Poi dopo qualche giorno potrebbe uscirsene marco con la storia del mercatino delle pulci. Dopo e' assolutamente necessario che non sia io a inserirmi, perche' pochi ci crederebbero (simogua e marcogua, quando mai!). Io opterei per bianca che ha la traduzione italiana del '78 (ragazzi, me ne sto convincendo). Allora potrebbe essere la volta mia; manderei come mio solito una noiosissima scheda critico-bibliografica che alessandro - praga, .sobrietà e dottorati permettendo - avrebbe cura di rimpolpare. O il contrario. Poi si potrebbe dare il via a una tranquilla polemica (due in favore dell'opera come capolavoro, due contrari); mano a mano in ogni caso va ingigantita la figura e l'opera del Nostro (corrispondenze, amori, scandali e misteri di vario genere).

Secondo me un altro punto andrebbe assicurato. Nessuno di noi dovrebbe rispondere a chi tentasse, tramite off topic o altro, di spostare il fuoco.

Dobbiamo andare avanti fino a che qualcuno non dica: "siete una massa di cazzari".

Marco:

Va bene: allora tu e Simone pensate all'apparato critico.

Ok.

Pero' bisogna decidere date e tappe:

E' vero, decidiamoci.

se e' fuggito dalla Russia diciamo nel 18 e aveva 12 anni (sto inventando a caso), fino a 15 resta in Europa e a 20 scrive il romanzo, quando cazzo ce lo ha avuto il tempo per imparare l'inglese come si deve per poter scrivere appunto il romanzo? Vabbe', l'avra' scritto a 25 anni: questo sposta la data di composizione al 1931, che potrebbe non essere male. Subito dopo la grande crisi. Alcolista e suicida a 40, cioe' subito dopo la guerra.

Mi sembra perfetto.

Si' ma va studiata una biografia approssimativa che ci consenta di farlo incontrare almeno con Chodasevic e Berberova ('22-'23, berlino - '25 parigi), Cvetaeva ('22-'24 berlino, praga - '25-'34 parigi), Nabokov (1919, inghilterra- anni '20-'30 berlino - dal '40 usa). Il rischio e' che lui anticipi tutti, cioe' che sia stato a berlino prima di Chodasevic, a parigi prima della cvetaeva, negli usa prima di nabokov. Ma forse non e' un problema. Alessandro, tu che non hai niente da fare tutto il giorno, perche' prima di partire non inventi una biografia a grandi linee, ma plausibile.

Alessandro:

Magari si potrebbe lanciare una tiritera sul fatto che io ho un'edizione italiana tradotta dall'inglese e dire che e' la solita schifezza italiana. Salvo poi scoprire che era quello l'originale. Faro' la figura dell'idiota, ma poco male.

Questo non mi convince. Dovremmo essere tutti mediamente informati su questo tizio e sulla sua unica e innovativa opera.

Dobbiamo far credere agli altri che si sono persi, peggio che non hanno mai sentito nulla del piu' geniale caso letterario di questo secolo.

O no?

a domani sera.

Simone

 

18/7/97

Simone

Io propenderei piu' per la falsa riga nabokov piuttosto che per un improbabile fratello.

Sono d'accordo.

Decidiamoci, chi ha letto cosa e come. Capisco le remore di bianca, ma neanche io a dire il vero ho mai letto un libro intero in russo. Se proprio non vuoi, potresti averlo letto in italiano e marco in inglese.

Va bene, calma e gesso: al mercatino delle pulci di Plainpalais si trova di tutto, *anche* l'edizione originale in inglese (editore?). Insomma, io sono rimasto incuriosito da questo libro *vecchio*, stampato addirittura negli anni 50 o giu' di li'.

L'idea e' che Simone e Alessandro, lavorando nel campo, lo devono aver letto per motivi professionali: siete *voi* che dovete spedire i vostri soliti noiosissimi polpettoni critici, io e Bianca siamo dilettanti allo sbaraglio che *per caso* hanno letto il piu' grande romanzo sconosciuto del 900.

Che l'abbiate addirittura letto in russo mi sembra poco credibile.

Quindi, provo ad architettare gli interventi su fabula: se non vi sta bene la scaletta, ditelo senza problemi.

1. Marco trova e legge il libro: chiede se esiste la traduzione italiana.

2. Bianca dice di ricordare qualcosa del genere, ma deve controllare in soffitta, perche' e' un libro vecchio. Pero' si', il romanzo l'aveva colpita eccetera.

3. Alessandro infila la polpetta avvelenata: anno di pubblicazione in Italia, editore, itinerario biografico del Nostro.

4. Simone (l'ho distanziato il piu' possibile da me) rinforza la polpetta avvelenata per renderla esiziale: carteggi letterari con altri emigranti russi piu' famosi.

Ora c'e' da decidere chi e' pro e chi e' contro e perche'. Io sono pro, perche' la trama l'ho inventata io e non mi va di essere contro. Le possibilita' sono due: i due dilettanti (B+M) contro i due professionisti (A+S) e' la meno credibile, perche' se il Nostro ha da essere un genio misconosciuto come cazzo e' possibile che i due professionisti siano contro tutti e due? Quindi c'e' da scegliere tra famiglia Guagnelli versus Resto del Mondo oppure A+M vs. B+S.

E perche' scartare gli editori riuniti.

La scelta degli editori la lascerei ai professionisti. Mi avete convinto sull'anno, 78.

(due a favore dell'opera come capolavoro, due contrari); mano a mano in ogni caso va ingigantita la figura e l'opera del Nostro (corrispondenze, amori, scandali e misteri di vario genere).

Giustissimo: *ingigantita* e' la parola chiave.

Secondo me un altro punto andrebbe assicurato. Nessuno di noi dovrebbe rispondere a chi tentasse, tramite off topic o altro, di spostare il fuoco.

Certo.

Si' ma va studiata una biografia approssimativa che ci consenta di farlo incontrare almeno con Chodasevic e Berberova ('22-'23, berlino - '25 parigi), Cvetaeva ('22-'24 berlino, praga - '25-'34 parigi), Nabokov (1919, inghilterra- anni '20-'30 berlino - dal '40 usa). Il rischio e' che lui anticipi tutti, cioe' che sia stato a berlino prima di Chodasevic, a parigi prima della cvetaeva, negli usa prima di nabokov.

No, il rischio semmai e' di far incontrare un adolescente brufoloso con questa gente. Se e' nato nel 1905 (la data mi sembra perfetta, con tanto di racconto di spari tra le barricate mentre la madre soffriva nel parto), nel 22 ha 17 anni.

Alessandro 

Magari si potrebbe lanciare una tiritera sul fatto che io ho un'edizione italiana tradotta dall'inglese e dire che e' la solita schifezza italiana. Salvo poi scoprire che era quello l'originale. Faro' la figura dell'idiota, ma poco male.

No, non va bene. Tu lo devi aver letto per motivi professionali, lo *devi* sapere che era stato scritto in inglese.

Simone 

Questo non mi convince. Dovremmo essere tutti mediamente informati su questo tizio e sulla sua unica e innovativa opera.

Neanche questo va bene. Non e' concepibile che Bianca e io siamo informati su un tizio sconosciuto anche alle enciclopedie. *Voi* siete informati. Bianca e io abbiamo solo letto questo romanzo meraviglioso, che ingenuamente crediamo tradotto dal russo. Le nostre considerazioni saranno tutte fatte sull'impronta della sola lettura del romanzo, mentre quelle di A e S saranno irrobustite dall'apparato critico di altre letture.

Be', adesso vado a far finta di lavorare. Stasera provo a organizzare le idee e a mandare un mail comprensivo.

buona giornata a tutti.

vostro

Capitan America

 

Bianca 18/6

Buongiorno a tutti,

Simone

Questo non mi convince. Dovremmo essere tutti mediamente informati su questo tizio e sulla sua unica e innovativa opera.

Marco

Neanche questo va bene. Non e' concepibile che Bianca e io siamo informati su un tizio sconosciuto anche alle enciclopedie. *Voi* siete informati. Bianca e io abbiamo solo letto questo romanzo meraviglioso, che ingenuamente crediamo tradotto dal russo. Le nostre considerazioni saranno tutte fatte sull'impronta della sola lettura del romanzo, mentre quelle di A e S saranno irrobustite dall'apparato critico di altre letture.

Perfetto.

Mi ero un po' spaventata all'idea di esibire un'erudizione che non ho :-)

Potremmo andare in onda dopo il ritorno di Alessandro. Anche io non ci saro' nel WE, e per ora non sono ancora attrezzata con la stazione portatile (ma sono a buon punto...)

ciao

Bianca

 

18/6/97

Allora, visto che non ho niente da fare ho provato ad immaginare una biografia un attimo piu' precisa in base alle giuste obiezioni di tutti voi.

Intanto ci sono due problemi fondamentali:

1. Se il libro lo deve scrivere per forza nel 1931-32 dobbiamo farlo andare a studiare in Inghilterra perche' se no non se ne esce con lo studio dell'inglese.

2. Se invece il libro lo scrive nel 1938, magari alla vigilia della guerra, allora il tempo basta e avanza.

Ipotizzo il punto 1 (poi se scegliete il 2, arrangeremo tutto di conseguenza):

Nasce nel 1905 come secondogenito, la primogenita e' una sorella nata nel 1899 (data di nascita di Nabokov); figli della solita famiglia benestante.

Emigrano insieme nel 1919 e, dopo un periodo di sosta nei campi profughi vengono accolti a Praga nel 1920, che e' tra l'altro l'anno in cui viene promulgata la cosidetta "azione russa" (il governo ceco istituisce un'universita' per i profughi russi e ne paga le spese di studio). Mentre la sorella resta a Praga, lui va a fare l'Universita' in Inghilterra dove resta fino al 1924.

Tra il 1923 e 24, spinto dall'amore per la letteratura e da un'insana forza d'attrazione per l'ambiente letterario di cui sente tanto parlare, si reca ripetutamente a Berlino, dove partecipa a serate con Belij, Sklovskij, Pasternak, Remizov e altri (poi controllo meglio se allora c'erano tutti). Qui sviluppa la sensazione di emarginazione perche', data la sua giovane eta' (non e' ancora ventenne), viene sempre trattato con sufficienza. In una di queste serate conosce pero' Marina Cvetaeva che prova simpatia per quel ragazzo taciturno ma appassionato; iniziano una fitta corrispondenza. Marina dal 1922 e' in Boemia (anche se si reca a Berlino in rare occasioni).

Per ritrovare la sorella e l'unica artista che lo ascolti ritorna a Praga, diciamo alla fine del 1924, dove pero' trova un ambiente letterario molto meno sviluppato che a Berlino e non e' soddisfatto del posto di insegnante di inglese che trova all'universita' russa. La Cvetaeva vive fuori Praga e non ha occasioni di incontrarla. Lei nel 1925 abbandona la Boemia. Al suo difficile rapporto con gli intellettuali cechi poi ci penseremo...

Nel 1926 (ventunenne), deluso dalla comunita' russa di Praga, si sposta a Parigi, di cui ha sentito molto parlare. Resiste pero' soltanto fino al 1929, perche' sull'onda della crisi non trova piu' lavoro e, per la prima volta, si trova in difficolta' economiche.

Parte per l'America. Li', nel 1932 (a ventisette anni, ma con l'esperienza di un ultracentenario) scrive il famoso romanzo.

Muore trentasettenne, suicida, nel 1942.  

Puo' funzionare?

Simone:

Si' ma va studiata una biografia approssimativa che ci consenta di farlo incontrare almeno con Chodasevic e Berberova ('22-'23, berlino - '25 parigi), Cvetaeva ('22-'24 berlino, praga - '25-'34 parigi), Nabokov (1919,inghilterra- anni '20-'30 berlino - dal '40 usa). Il rischio e' che lui anticipi tutti, cioe' che sia stato a berlino prima di Chodasevic, a parigi prima della cvetaeva, negli usa prima di nabokov. Ma forse non e' un problema. Alessandro, tu che non hai niente da fare tutto il giorno, perche' prima di partire non inventi una biografia a grandi linee, ma plausibile.

 

Allora, nell'ipotesi proposta per Nabokov non c'e' problema, la Cvetaeva e'sistemata, restano Chodasevic e la Berberova, ma forse funziona la tappa di Parigi (anche se sono spostamenti che vanno verificati).

Mi e' rimasta fuori la gita a Sorrento...

Marco:

L'idea e' che Simone e Alessandro, lavorando nel campo, lo devono aver letto per motivi professionali: siete *voi* che dovete spedire i vostri soliti noiosissimi polpettoni critici, io e Bianca siamo dilettanti allo sbaraglio che *per caso* hanno letto il piu' grande romanzo sconosciuto del 900. Che l'abbiate addirittura letto in russo mi sembra poco credibile

No, infatti. Restiamo che io e Simone lo abbiamo letto in italiano, ma sappiamo dell'esistenza di una fortunata edizione russa e di una recentececa.

Sui polpettoni, no problem, lo facciamo anche quando vogliamo scherzare... 

Quindi, provo ad architettare gli interventi su fabula: se non vi sta bene la scaletta, ditelo senza problemi.

1. Marco trova e legge il libro: chiede se esiste la traduzione italiana.

2. Bianca dice di ricordare qualcosa del genere, ma deve controllare in soffitta, perche' e' un libro vecchio. Pero' si', il romanzo l'aveva colpita eccetera.

3. Alessandro infila la polpetta avvelenata: anno di pubblicazione in Italia, editore, itinerario biografico del Nostro.

4. Simone (l'ho distanziato il piu' possibile da me) rinforza la polpetta avvelenata per renderla esiziale: carteggi letterari con altri emigranti russi piu' famosi.

ok, secondo me cosi' puo' andare.

Ora c'e' da decidere chi e' pro e chi e' contro e perche'. Io sono pro, perche' la trama l'ho inventata io e non mi va di essere contro. Le possibilita' sono due: i due dilettanti (B+M) contro i due professionisti (A+S) e' la meno credibile, perche' se il Nostro ha da essere un genio misconosciuto come cazzo e' possibile che i due professionisti siano contro tutti e due? Quindi c'e' da scegliere tra famiglia Guagnelli versus Resto del Mondo oppure A+M vs. B+S.

Sono d'accordo anche qui su tutte le considerazioni di Marco.

Forse andrebbe bene anche i guagnelli contro il resto del mondo. A un certo punto si potrebbe tirare fuori esplicitamente che c'e', da parte mia, il dubbio di legami parentali che influenzano la fruizione del testo. E vai!

No, il rischio semmai e' di far incontrare un adolescente brufoloso con questa gente. Se e' nato nel 1905 (la data mi sembra perfetta, con tanto di racconto di spari tra le barricate mentre la madre soffriva nel parto), nel 22 ha 17 anni.

Spero di essere riuscito a sfruttare anche le peculiarita' (poche ma pesanti) dell'adolescente brufoloso.

Per il resto concordo con l'archiviazione dell'idea del fratello di Nabokov, con quella dell'ignoranza dell'originale inglese, con quella ...che non cito perche' non me la ricordo.

fatemi sapere che ne pensate.

ciao e a domani l'arrivederci...

alessandro

 

18/6/97

Marco

Va bene, calma e gesso: al mercatino delle pulci di Plainpalais si trova di tutto, *anche* l'edizione originale in inglese (editore?).

editore?

Insomma, io sono rimasto incuriosito da questo libro *vecchio*, stampato addirittura negli anni 50 o giu' di li'.

Ecco questo mi sono scordato ieri: occorre anche una storia del testo. Edizioni, fortune ecc.

L'idea e' che Simone e Alessandro, lavorando nel campo,

Ebbene si', la sera annaffio l'orto di mio suocero.

Che l'abbiate addirittura letto in russo mi sembra poco credibile.

Alessandro:

No, infatti. Restiamo che io e Simone lo abbiamo letto in italiano, ma sappiamo dell'esistenza di una fortunata edizione russa e di una recente ceca.

Avete ragione, mi arrendo.

Marco:

Quindi, provo ad architettare gli interventi su fabula: se non vi sta bene la scaletta, ditelo senza problemi.

[...]

Alessandro:

ok, secondo me cosi' puo' andare.

sottoscrivo

Alessando, sui pro e i contro:

Forse andrebbe bene anche i guagnelli contro il resto del mondo. A un certo punto si potrebbe tirare fuori esplicitamente che c'e', da parte mia, il dubbio di legami parentali che influenzano la fruizione del testo. E vai!

E io ti accusero' di senso di inferiorita' tipico dei cechi e/o boemisti nei confronti dei russi che pur misconosciuti sanno scrivere capolavori che Hrabal e compagnia bella si sognano. Poi, per far pace, punterei sulla Becherowka.

Alessandro:

Intanto ci sono due problemi fondamentali:

1. Se il libro lo deve scrivere per forza nel 1931-32 dobbiamo farlo andare a studiare in Inghilterra perche' se no non se ne esce con lo studio dell'inglese.

2. Se invece il libro lo scrive nel 1938, magari alla vigilia della guerra, allora il tempo basta e avanza.

secondo me un altro punto fondamentale e' il rapporto con Nabokov. D'accordo potrebbe averlo conosciuto in inghilterra. Io gli darei una madre polacca (Alina, di origini nobili e insegnante di musica. Il padre avvocato di grido o professore universitario. Chimica per esempio), e gli farei iniziare il romanzo nel '39 all'indomani dell'invasione della Polonia (da notare che il piu' grande romanziere polacco di questo secolo, Witkiewicz, si suicida proprio il giorno dopo l'invasione e Ljubanov potrebbe aver dedicato proprio a lui il suo romanzo, terminato il giorno prima di suicidarsi (nel '42) e pubblicato alla fine della guerra da Nabokov, arrivato negli usa nel '40 e "unico" a conoscenza dell'opera, tanto che qualche critico ha in passato ritenuto Nabokov il vero autore).

Ipotizzo il punto 1 (poi se scegliete il 2, arrangeremo tutto di conseguenza):

Secondo me coincide tutto lo stesso, la biografia di alessandro va benissimo e anche con Chodasevic e la berberova i torni contano.

Per quanto riguarda le differenze di eta' con gli altri emigrati, non e' un problema. Ha rispettivamente: 13 anni meno della Cvetaeva (ma la Cvetaeva, come ha sottolineato alessandro, fu sempre ben disposta verso i giovanissimi talenti, soprattutto poeti e il Nostro a 17 anni cosa altro poteva scrivere se non poesiole), 19 meno di Chodasevic ma 4 meno della berberova che era la compagna di Chodasevic (anche qui me ne uscirei con una possibile storia d'amore, magari solo platonica, tra Ljubanov e la berberova, storia cosi' fitta di misteri che la berberova non lo cita mai, neanche una volta di sfuggita, nel suo libro di memorie. La cosa mi sembra carina visto che qualche tempo fa io e alessandro in lista avevamo parlato delle memorie della berberova), e sei meno di nabokov (ricapitolando: una prima conoscenza nei primi anni '20 in inghilterra e poi gli ultimi due intensissimi anni di vita di Ljubanov negli usa).

Bianca:

Potremmo andare in onda dopo il ritorno di Alessandro. Anche io non ci saro' nel WE, e per ora non sono ancora attrezzata con la stazione portatile (ma sono a buon punto...)

Ma si', tanto mi pare che ci siano ancora molte cose da mettere a punto. Mi raccomando soprattutto la trama, che come ho detto ieri non e' che me la ricordi tanto.

Nel WE tu Marco potresti fare un riassunto di tutto quanto fino a venerdi' sara' stato stabilito con certezza.

ciao

simone

 

19/6/97

ciao ragazzi,

un saluto prima della partenza (beata bianca che va a WE, chissa' dove sara? L'ho capito in realta' solo dopo la mail di Simone). Mi raccomando lavorate sodo, che appena torno si comincia...

Ecco questo mi sono scordato ieri: occorre anche una storia del testo.Edizioni, fortune ecc.

Si', bravo, potresti pensarci tu visto che non hai niente da fare.

L'idea e' che Simone e Alessandro, lavorando nel campo,

Ebbene si', la sera annaffio l'orto di mio suocero.

Anch'io le piantine di mia madre sui davanzali, lo giuro!

Simone:

Secondo me un altro punto fondamentale e' il rapporto con Nabokov. D'accordo potrebbe averlo conosciuto in inghilterra. Io gli darei una madre polacca (Alina, di origini nobili e insegnante di musica. Il padre avvocato di grido o professore universitario. Chimica per esempio), e gli farei iniziare il romanzo nel '39 all'indomani dell'invasione della Polonia (da notare che il piu' grande romanziere polacco di questo secolo, Witkiewicz, si suicida proprio il giorno dopo l'invasione e Ljubanov potrebbe aver dedicato proprio a lui il suo romanzo, terminato il giorno prima di suicidarsi (nel '42) e pubblicato alla fine della guerra da Nabokov, arrivato negli usa nel '40 e "unico" a conoscenza dell'opera, tanto che qualche critico ha in passato ritenuto Nabokov il vero autore).

ok madre polacca musicista, per il padre mi sembra buono il professore universitario (biologo si porterebbe bene con Nabokov). Non male l'idea della dedica a Witkiewicz. Mi sembra ok anche il legame con Nabokov.

Conoscenti prima quando lui e' brufoloso, intimi amici poi quando lui e' alcolizzato.

Lasciamo fuori la possibile storia omosessuale tra i due?

(anche qui me ne uscirei con una possibile storia d'amore, magari solo platonica, tra Ljubanov e la berberova, storia cosi' fitta di misteri che la berberova non lo cita mai, neanche una volta di sfuggita, nel suo libro di memorie.

ottimo, ottimo...

Ma si', tanto mi pare che ci siano ancora molte cose da mettere a punto. Mi raccomando soprattutto la trama, che come ho detto ieri non e' che me la ricordi tanto.

Ecco mandatemela su che intanto me la studio, che quando marco l'ha raccontata era molto confuso e ricordo che ricominciava sempre dallo stesso punto e poi faceva digressioni su digressioni...

Nel WE tu Marco potresti fare un riassunto di tutto quanto fino a venerdi sara' stato stabilito con certezza.

buon lavoro

a presto

alessandro

 

I messaggi da ora in poi mandatemeli all'indirizzo: elisa@idioma.cz.

Ripeto: non so pero' quanto potro' partecipare e con che tempestivita' li ricevero'.

19/6/97

Avete visto il msg di Luca Vitali?

Cosa ne dite, lo usiamo come aggancio, magari domani, con la storia di

Pogorel'skij o e' troppo presto?

Bianca

 

19/6/97

On Thu, 19 Jun 1997, Bianca wrote:

Avete visto il msg di Luca Vitali?

Cosa ne dite, lo usiamo come aggancio, magari domani, con la storia di Pogorel'skij o e' troppo presto?

Secondo me e' troppo presto. Dobbiamo ancora decidere un sacco di cose.

E poi Alessandro adesso non c'e'.

vostro

Paperoga

 

2/7/97

salve ragazzi,

sono tornato oggi pomeriggio dopo una splendida vacanza.

Per motivi che non sto qui a spiegare, ma che qualcuno potrebbe intuire, non ho ricevuto nessun vostro messaggio a Praga e anzi non so nemmeno se sono arrivati.

Gli ultimi messaggi che ho ricevuto erano del 19 e si riferivano a un certo Luca Vitali che dovrebbe aver parlato di letteratura russa.

C'e' un'anima buona che mi manda tutti i successivi o mi informa se tutto e' finito cosi'?

Ben trovati e, per quanto mi riguarda, tra un paio di giorni possiamo partire.

ciao cospiratori

alessandro

 

QUI FORSE ME NE MANCA UNA DI MARCO

3/7/97

Marco:

Ben trovati e, per quanto mi riguarda, tra un paio di giorni possiamo partire.

Abbiamo un problema. Bianca, se ho capito bene, tra un paio di giorni parte per le vacanze. Simone non risponde alle mail. Io sono stato pieno di lavoro.

Insomma, un vero disastro. Come cospiratori valiamo meno della radice quadrata di meno uno :(

Non e' che non rispondo alle mail (quale mail?), e' che per due giorni ho avuto il server ko. Comunque son qua, pronto a iniziare anche se, a parte il fatto che non abbiamo piu' stabilito certe cose fondamentali (ma che cmq si possono aggiustare in fieri. almeno la trama, a proposito di mail non spedite!), c'e' questo problema di Bianca. Senza di lei come si fa? Noi tre da soli non siamo credibili.

Be', se riuscissimo a organizzarci sarebbe meglio. Fabula ha bisogno di noi!

Alessandro neanche si immagina quanto... che culo andar via nel periodo piu' nero, piu' squallido di tutta la storia di fabula.

In ogni caso io sono qua pronto per la missione.

simone

 

P. S.

Gia' me lo vedo luciano somma col suo gioco del chi e'.

4/7/97

Allora ragazzi, vediamo di fare qualcosa...

bianca, sei gia' partita?

se si' per quanto tempo e' partita Bianca?

marco, ci mandi la trama o ce la dobbiamo venire a prendere ? (meglio di no, che senno' poi ci inviti a prendere una birra e non torniamo piu').

simone, stai pronto?

allora: marco manda la trama a noi, facciamo una ricapitolazione di tutta la biografia e partiamo che io voglio sparire da fabula al piu' presto...

da quello che mi ha raccontato simone ve la siete proprio spassata tra cazzulli e trastulli metrici...

Alessandro 

 

4/7/97 

Prima di tutto il titolo:

The seventh English Suite

La trama:

Una musicista ormai oltre la mezza eta', una brillantissima esecutrice bachiana con una grande carriera alle spalle, cerca una coppia - marito e moglie - che operino da maggiordomi-giardinieri nella sua bellissima villa sita nella rocciosa Cornovaglia.

Si presenta una giovane donna con figlio quindicenne. La musicista, senza capire bene perche', affida alla donna e al figlio la posizione.

Una mattina la musicista si sveglia ricordando un sogno molto vivido: lei parla ad una conferenza della meravigliosa Settima Suite Inglese di Bach (che come e' noto ne ha scritte solo 6), e ne suona un brano, mostrando come questa tarda composizione bachiana sia la summa di tutta l'arte del maestro. Al risveglio le sembra quasi di ricordare la musica.

La vita procede, finche' un bel giorno, tornando a casa senza preavviso, sente una musica molto simile (non identica) a quella che aveva sognato. Entra nel suo studio e trova il figlio quindicenne della giovane donna che suona sul suo pianoforte a coda. La prima reazione e' di sdegno: non doveva azzardarsi a toccare il piano.

Poi, l'anziana pianista comprende che l'adolescente e' un genio musicale in potenza. La musica che stava suonando, infatti, seppur molto grezza, e' *nello spirito* una composizione tipicamente bachiana (composta dal ragazzo, autodidatta). Va da se' che la musicista, un carattere arcigno e misantropo, una vita per l'arte perfetta della fuga, si squaglia tutta e decide di provvedere all'educazione musicale del ragazzo.

Segue una stagione entusiasmante, in cui l'anziana musicista riversa sul ragazzo tutto il sapere musicale di una vita (parte piu' corposa del libro). 

Colpo di scena: [questo all'inizio *NON LO RIVELIAMO* per lasciare la suspance, ma poi a poco a poco deve uscir fuori] la giovane donna che opera come cameriera e' in realta' la figlia dell'anziana musicista. Costei aveva abbandonato la figlia, avuta da giovane, per inseguire gli ori della sua carriera. La figlia ritrova la madre allo scopo di vendicarsi: vuole mostrarle che l'arte senza amore e' sterile.

Decide quindi di partire con il figlio, di sottrarlo alla nonna nonostante -anzi proprio perche' - lei oramai lo ama disperatamente. Il romanzo e' incompiuto. L'autore ha lasciato due abbozzi di finale: in uno la giovane donna va via e porta via il figlio. Nel secondo, parte ma lascia il figlio

presso la nonna. 

I nomi dei protagonisti:

Pianista: Emma D.

Figlia: Elizabeth

Nipote: Edwin

Ora: se mi date il nome russo dell'Autore io parto, e lunedi' mando il tutto su Fabula. Dovete trovarmi un nome russo femminile che inizi per E: deve essere la sorella maggiore dell'autore, pianista (il solito Edipo irrisolto scaricato sulla sorella). Ma io questo non lo so, ovviamente. Lo dovete sapere voi slavisti, io non so un cazzo di quest'autore.

Bianca forse non potra' collegarsi dal mare: io spero vivamente di si'. In caso non vedessimo risposte da Bianca, dobbiamo trovare la riserva.

Alessandro, tu avevi accennato a Maxel: pensi che ci starebbe?

Scaletta degli interventi:

1. Marco con trama e domanda su un'eventuale traduzione italiana

2. Alessandro: considerazioni profonde (non mi ricordo piu' chi e' con me e con l'autore e chi contro)

3.Bianca, se puo': se dopo 24 ore dall'intervento di Alessandro non vediamo risposta da Bianca, parte Simone

4. Se Bianca non interviene dopo altre 24 ore, bisogna inventare una riserva: in caso ci pensi tu, Alessandro?

5. dopo di che possiamo scannarci ad libitum. Una volta che siamo scesi in campo, possiamo recitare a soggetto.

E mi raccomando, *non lesinate le legnate*. Il tutto con la massima educazione, ma con nerbo. E soprattutto: *convinti*.

Che la forza sia con voi

vostro

Braccobaldo

 

5/7/97 

Alessandro mi domanda:

Simone, stai pronto?

prontissimo.

Direi anche di sbrigarci visti gli ultimatum, mio e di marco, allo staff.

Simone

 

5/7/97

ciao ragazzi,

qui mi sa che le nostre cose vanno a farsi friggere, perche' dobbiamo aspettare bianca (dopo che lei generosamente ha aspettato me), quindi per il momento non ho coinvolto nessun altro...

magari maxel lo tiriamo dentro anche in un secondo momento, non e' un problema.

ecco, credo pero' che bianca la dovremmo aspettare, anche se noi trepidiamo e lei prende la tintarella (beata te bianca).

quindi riassumendo mi sembra presto, ma tardi rispetto al vostro ultimatum a cui mi aggrego volentieri... (anzi marco lo scrivo anche a te, facciamola una bella petizione da far firmare a quante piu' persone e' possibile, forse cosi' si svegliera' anche emilio...).

per tornare alla nostra fondazione c'e' una questione aperta: insomma che fare?

per altro e' interessante notare che l'interrogativo principale della cultura moderna si arena sempre davanti a questo interrogativo (oltre che davanti agli occhi di ghiaccio e alle bottiglie di birra, naturalmente)...

aspettando s'impara

alessandro

 

5/7/97

Salve, complici, sono qua!

Io mi potro' collegare solo una volta al giorno (oggi, 44 msg, 8 minuti a lit 700+ iva= fate un po' voi)

Ho visto la trama (grazie Marco...)

Non sono sicura se la configurazione del portatile e' a posto.

Ieri ho mandato un breve msg a Marco, ma non so se e' arrivato a nome Bianca, o a nome Marco Volpe o non e' arrivato per niente.

Fatemi sapere, che mi metto a punto prima dell'ora X.

Ciao a tutti

Bianca

 

6/7/97

alessandro:

ecco, credo pero' che bianca la dovremmo aspettare, anche se noi trepidiamo e lei prende la tintarella (beata te bianca).

Ma sembra che Bianca possa partecipare anche dal mare (non avete ricevuto il suo messaggio tramite telefonino? Non c'e' limite alla tecnologia). Quindi io direi di partire, anche perche' e' gia' arrivato un altro messaggio di Catullo e io sto per unsottoscrivere.

quindi riassumendo mi sembra presto, ma tardi rispetto al vostro ultimatum a cui mi aggrego volentieri... (anzi marco lo scrivo anche a te, facciamola una bella petizione da far firmare a quante piu' persone e' possibile, forse cosi' si svegliera' anche emilio...).

Ok, datemi una lista ragionevole, voi conoscete i fabuli meglio di me.

marco guagnelli

 

6/7/97

Marco:

Ma sembra che Bianca possa partecipare anche dal mare (non avete ricevuto il suo messaggio tramite telefonino? Non c'e' limite alla tecnologia). Quindi io direi di partire, anche perche' e' gia' arrivato un altro messaggio di Catullo e io sto per unsottoscrivere.

ok, per quanto mi riguarda domani puoi anche partire.

Ma ricapitoliamo: chi sta con chi?

sull'ordine degli interventi siamo d'accordo: inizi tu, poi interviene Bianca, poi io e infine simone.

poi da li' in poi ognuno scaglia randellate improvvisando...

quindi riassumendo mi sembra presto, ma tardi rispetto al vostro ultimatum a cui mi aggrego volentieri... (anzi marco lo scrivo anche a te, facciamola una bella petizione da far firmare a quante piu' persone e' possibile, forse cosi' si svegliera' anche emilio...).

Ok, datemi una lista ragionevole, voi conoscete i fabuli meglio di me.

sicuramente ci metterei maxel, mafe, (forse) mara e poi ...

caspita non mi viene piu' in mente nessuno...

 

ciao

alessandro

 

P.S.

mi sono perso oggi due messaggi, se per caso oltre a quello di marco ce ne sono altri che riguardano il nostro scherzo o mi riguardano personalmente potreste rimandarmeli?

(ho ricevuto solo carmela, cosimo, marcox2 e gli altri due il programma se li e' ingoiati...).

 

6/7/97

 

Ciao ragazzi,

Per prima cosa ringrazio Alessandro per aver proposto di aspettarmi: come, non sono ancora morta e gia' volevate rimpiazzarmi ?? Mi era quasi venuto il magone :-)

Seconda cosa, anche se non c'entra con la Fondazione, volevo congratularmi con Alessandro per la bella lezione che ha impartito a L.Somma. Veramente elegante, proprio come piace a me!

Terzo, ho goduto molto la storia dell'eta' dei personaggi dell'Iliade. Marco, le studi di notte, o ti vengono cosi', naturali??

Quarto, mi sembra che Simone batta la fiacca, o sbaglio?

Per finire, buttero' qualcosina anch'io su Fabula, tanto per non cadere dal pero quando prenderemo il via: e' un po' che non mi faccio sentire, non vorrei sembrasse sospetto...

Ancora una cosa: se volete fare una petizione contro la villania sulla ML, mi associo: contate pure sulla mia firma.

Qui si sta d'incanto, ma vi penso e la notte vi leggo sempre con piacere.

Bianca

 

6/7/97

Marco:

Ma sembra che Bianca possa partecipare anche dal mare (non avete ricevuto il suo messaggio tramite telefonino? Non c'e' limite alla tecnologia).

Quindi io direi di partire, anche perche' e' gia' arrivato un altro messaggio di Catullo e io sto per unsottoscrivere.

E Alessandro:

ok, per quanto mi riguarda domani puoi anche partire.

Ma ricapitoliamo: chi sta con chi?

Eravamo io e marco (pro) contro ale e bianca (contro).

quindi riassumendo mi sembra presto, ma tardi rispetto al vostro ultimatum a cui mi aggrego volentieri... (anzi marco lo scrivo anche a te, facciamola una bella petizione da far firmare a quante piu' persone e' possibile, forse cosi' si svegliera' anche emilio...).

Ok, datemi una lista ragionevole, voi conoscete i fabuli meglio di me.

sicuramente ci metterei maxel, mafe, (forse) mara e poi ...caspita non mi viene piu' in mente nessuno...

mafe@micronet.it

andreina@axnet.it

nav0291@iperbole.bologna.it (Alberto Natale)

marco.passarello@sottovoce.it (Marco Passarello)

npalumbor@etrurianet.it (Raffaele Palumbo)

Luigi Bernardi <md4587@mclink.it>

"Guglielmo Gaviani" <gaviani@mbox.isys.it>

<san4259@iperbole.bologna.it> stefano boninsegna

mara@consumer.infcom.it (Marcella Chiovaro)

maxel@microelettra.it

Corbas Angelo <ange1096@compulink.gr>

riccardo@infonie.fr

Cosimo Carbonelli <cosimo.carbonelli@bbs.infosquare.it>

yan@bbs.infosquare.it

+ noi = 18 (se accettassero tutti sarebbe piu' che sufficiente)

e' chiaro che potete aggiungere o togliere. A me sembrano nomi piu' o meno ragionevoli. Volendo si puo' aggiungere anche mattia.

Ancora Alessandro:

mi sono perso oggi due messaggi, se per caso oltre a quello di marco ce ne sono altri che riguardano il nostro scherzo o mi riguardano personalmente potreste rimandarmeli? (ho ricevuto solo carmela, cosimo, marcox2 e gli altri due il programma se li e' ingoiati...).

Fortunello, hai ricevuto la crema della giornata!

Simone

 

P.S

evdokija e' un nome femminile russo con la e, senno' ekaterina elena elizaveta.

Il nome dell'autore che avevo proposto io era Georgij Maksimovic LJUBANOV (e' facile, le prime tre come tua nipote!)

P. S.

Alessandro, ma tu allo staff nel frattempo hai scritto o no?

Marco, a te lo staff ha risposto? a me no.

 

6/7/97

simone:

Eravamo io e marco (pro) contro ale e bianca (contro).

ok, allora iniziamo che tu polemizzi bruscamente sul mio intevento (il 3 nell'ordine).

marco.passarello@sottovoce.it (Marco Passarello)

certo che se da dentro lo staff firmasse sarebbe proprio un bel tipo...

evdokija e' un nome femminile russo con la e, senno' ekaterina elena elizaveta.

Il nome dell'autore che avevo proposto io era Georgij Maksimovic LJUBANOV (e' facile, le prime tre come tua nipote!)

anche i nomi sono stabiliti, si parte....

a rivederci nell'arena

alessandro

 

7/7/97

Simone:

Eravamo io e marco (pro) contro ale e bianca (contro).

Ok, guardate che oggi parto, eh? In guardia.

L'elenco va bene.

Se ho tempo, scrivero' una mail oggi.

Volendo si puo' aggiungere anche mattia.

Secondo me si'. Fa fico sembrare "sopra le parti".

evdokija e' un nome femminile russo con la e, senno' ekaterina elena elizaveta.

Vada per Evdokija (che cazzo di nome), ma ricordate che io di questa Fanciulla non so *nulla*. Siete voi che dovete darmi informazioni su di lei, in modo che poi io possa infilarci anche l'Edipo irrisolto del fratello..

E ricordate che io non so *nulla* neanche della biografia del Nostro. *Io conosco solo il romanzo*! Chiaro? Anzi, io e Bianca conosciamo solo il romanzo, voi i dettagli sull'Autore.

Il nome dell'autore che avevo proposto io era Georgij Maksimovic LJUBANOV (e' facile, le prime tre come tua nipote!)

Va bene.

Alessandro, ma tu allo staff nel frattempo hai scritto o no? Marco, a te lo staff ha risposto? a me no.

Neanche a me. Che cafoni!

marco guagnelli

 

 

 

 

 I Fantastici Quattro in Azione

 

[fabula] La Settima Suite Inglese

 

Plainpalais e' una grande piazza, a forma di rombo, nel cuore di Ginevra.

Dal centro di Plainpalais si puo' osservare a nord il profilo pensoso del Jura (durante quei pochi giorni dell'anno in cui non e' coperto dalle nuvole), e a sud la parete scoscesa del Salève (vedi parentesi precedente).

Il sabato, Plainpalais ospita il mercatino delle pulci. Tenete presente che un sabato mattina soleggiato, a Ginevra, e' un dono del Cielo che non puo' essere rifiutato (vedi le due parentesi che precedono). Capirete dunque, forse, il perche' della mia visita a Plainpalais sabato di due settimane fa.

Mi sono precipitato, come e' ovvio, sulle bancarelle di libri usati. In genere ho un po' di ripugnanza verso i libri usati. Ma appena ho visto il titolo, "The Seventh English Suite", ho deciso che avrei comprato quel libro.

Come e' ben noto, Bach scrisse sei suites inglesi (e sei suites francesi e sei partite). Il titolo mi aveva fatto immaginare una fanta-storia sul recupero di una settima, sconosciuta suite inglese. La mia aspettativa e' andata delusa, ma il romanzo, uau, scansate. L'autore e' un certo G.M. Ljubanov. Purtroppo il libro (una vecchissima edizione della Penguin) e' estremamente carente riguardo a riferimenti biografici, note introduttive e postfazioni. Manca perfino il nome del traduttore o della traduttrice, tanto che sospetto che il romanzo sia stato scritto direttamente in inglese (cosa che non mi sorprenderebbe, pensando a Nabokov).

La trama e' scarna, i personaggi si riducono al numero di tre, i cui nomi, curiosamente, iniziano tutti per E. Sospetto un simbolismo di cui non sono riuscito a cogliere i nessi.

Emma D. ha alle spalle una brillantissima carriera di esecutrice bachiana.

Un giorno assume, come cameriera tuttofare, una giovane e misteriosa donna, Elizabeth, con al seguito figlio quindicenne, Edwin. Il rapporto tra le due donne e' ambiguo, sotterraneo.

Svegliandosi da un sonnellino pomeridiano, Emma ricorda un sogno vivido, che la turba: nel sogno tiene una conferenza sulla settima suite inglese di Bach, e sulla sua importanza nella storia della musica (bellissimi i riferimenti all'"Arte della Fuga"). Sempre nel sogno, Emma suona per il pubblico brani di questa straordinaria composizione. Al risveglio, le sembra ancora di sentire come l'eco di quella musica.

Qualche giorno piu' tardi, tornando inattesa alla villa, scopre Edwin seduto al suo pianoforte, che suona *quella* musica. Be', non proprio *quella*, ma quasi. La musica, una composizione dello stesso Edwin, autodidatta, e' molto grezza, ma *bachiana* nello spirito. Emma capisce di trovarsi di fronte ad un genio musicale in potenza, e decide, lei misantropa militante, di provvedere all'educazione musicale del ragazzo.

Segue una grandissima stagione didattica (la parte piu' bella del libro, secondo me) in cui Emma riversa su Edwin tutto l'amore trattenuto della sua vita, e tutta la sua vasta conoscenza musicale.

Il finale e' a sorpresa, e quindi non ve lo racconto.

Il romanzo mi ha impressionato per la capacita' dell'autore di rispondere in maniera profonda e leggera a un tempo a quei grandi interrogativi che ogni tanto circolano anche su fabula letteratura: qual'e' il senso dell'arte, della bellezza, del rapporto con l'altro. Insomma, ecco la domanda: chi diavolo e' questo Ljubanov, e che altro ha scritto? Esiste una traduzione italiana de "La Settima Suite Inglese"?

marco guagnelli

 

Alessandro, 7/7

ciao ragazzi,

insomma ci siamo. Marco e' partito (ottimo l'esordio), bianca domani e io rispondo o domani o mercoledi', poi giovedi' simo ne e infine venerdi' e WE tutti insieme.

Teniamo presente che di solito durante il WE non scrive nessuno e quindi saremo parecchio "visibili" (e abianca il collegamento costa anche di meno).

[Bianca]

Per prima cosa ringrazio Alessandro per aver proposto di aspettarmi: come, non sono ancora morta e gia' volevate rimpiazzarmi ?? Mi era quasi venuto il magone :-)

sai conosco i guagnelli: sono dei bruti... volevano far fuori anche me...

Seconda cosa, anche se non c'entra con la Fondazione, volevo congratularmi con Alessandro per la bella lezione che ha impartito a L.Somma. Veramente elegante, proprio come piace a me!

ti ringrazio, per altro non mi si e' filato come al solito nessuno... forse non e' proprio la tattica piu' adatta all'ambiente...

Terzo, ho goduto molto la storia dell'eta' dei personaggi dell'Iliade. Marco, le studi di notte, o ti vengono cosi', naturali??

e' il vino, bianca, e' il vino...

Quarto, mi sembra che Simone batta la fiacca, o sbaglio?

e' uno molto pigro... ma vedrai che fara' scintille... sotto i suoi baffi distaccati si cela un'anima da leone...

Qui si sta d'incanto, ma vi penso e la notte vi leggo sempre con piacere.

tanto per curiosita': dove sei?

[marco]

Volendo si puo' aggiungere anche mattia.

Simone

Secondo me si'. Fa fico sembrare "sopra le parti".

ma secondo me vi manca [fabula-religione], ragazzi, e infatti vi siete buttati sulla psicanalisi, classico sfogo della mancanza del buon dio nella societa' moderna.

Ancora Marco:

Vada per Evdokija (che cazzo di nome), ma ricordate che io di questa fanciulla non so *nulla*. Siete voi che dovete darmi informazioni su di lei, in modo che poi io possa infilarci anche l'Edipo irrisolto del fratello.

mi devo rileggere tutte le mail, mi ero completamente scordato della sorella, sob!

Simone e Marco:

Alessandro, ma tu allo staff nel frattempo hai scritto o no?

Marco, a te lo staff ha risposto? a me no.

Neanche a me. Che cafoni!

scusate, ieri mi ero scordato di rispondere. ho scritto a emilio privatamente (insieme a altre cose) e non mi ha ancora risposto, ma da questo punto di vista siete degli illusi se vi aspettate di cavare il ragno dalla tana... 

mi permetto una piccola riflessione a margine della storia della lettera (con cui peraltro sapete che concordo pienamente): dopo la rivoluzione russa, anni dopo, ci fu un pesante intervento del nuovo potere sovietico sulla cultura. la cosa e' piuttosto nota. forse meno nota e' la circostanza che l'intervento del partito fu richiesto direttamente dagli SCRITTORI e piu' in generale dagli intellettuali. in sostanza la corrente real-socialista, che non era in grado di assumere il dominio della situazione da sola, chiese aiuto a una struttura extra-artistica, come il potere politico, per occupare il centro del sistema culturale.

direte "ma questo che vuole?".

avete ragione solo in parte...

mi ero sempre chiesto come fa un intellettuale a decidere di rinunciare alla sua capacita' dialettica e invocare l'intervento dell'uomo forte.

l'ho capito solo in questi mesi in cui sono stato iscritto a fabula...

insomma, fatte le debite differenze e tenuto conto delle proporzioni del fenomeno, non e' lo stesso meccanismo che ci spinge (certo c'e' il rispetto delle regole - ma nella loro mente anche allora gli altri non rispettavano le regole dell'arte rivoluzionaria)?

insomma chiedendo di "stringere la corda" non siamo sulla stessa lunghezza d'onda?

perche' poi lo staff dovrebbe essere piu' serio e meno "offensivo" dei vari cazzulli (e se cazzullo fosse nello staff, per esempio?).

e' un dubbio che mi ronza in testa da qualche giorno...

mi rendo conto di essere parecchio OT, scusatemi il delirio e, se non vi pare interessante, lasciate cadere la cosa...

il caldo a roma picchia direttamente in testa

ciao

alessandro

 

7/7/97

Alessandro:

Teniamo presente che di solito durante il WE non scrive nessuno e quindi saremo parecchio "visibili" (e abianca il collegamento costa anche di meno).

Infatti io durante il WE non saro' in linea. Mi raccomando! Distruggeteli!

sai conosco i guagnelli: sono dei bruti...

volevano far fuori anche me...

Si', a forza di rutti-da-birra, maddaaaaaiii...

Terzo, ho goduto molto la storia dell'eta' dei personaggi dell'Iliade.

Marco, le studi di notte, o ti vengono cosi', naturali??

e' il vino, bianca, e' il vino...

Effettivamente *senza* vino e' tutto piu' difficile.

Quarto, mi sembra che Simone batta la fiacca, o sbaglio?

e' uno molto pigro...

*Molto* pigro? Lo stai sottostimando.

mi devo rileggere tutte le mail, mi ero completamente scordato della sorella, sob!

*Mi raccomando LA SORELLA!* Cazzo, senza sorella pianista, bona e anche un po' troia come facciamo?

[...]

insomma chiedendo di "stringere la corda" non siamo sulla stessa lunghezza d'onda?

perche' poi lo staff dovrebbe essere piu' serio e meno "offensivo" dei vari cazzulli (e se cazzullo fosse nello staff, per esempio?).

Be', devo dire che concordo sostanzialmente con la tua analisi, a parte un non trascurabile particolare: tu dici "ma come fa un intellettuale a rinunciare alle sue capacita' dialettiche ecc", scordando che le capacita' dialettiche in certe occasioni contano meno di zero. Fai conto che sei nella foresta, solo e disarmato, di fronte a un leone affamato: che fai, sfruttando la tua fine dialettica lo distrai sottoponendogli un arduo problema filosofico?

Insomma, bisogna anche considerare il numero di circuiti sinaptici dell'interlocutore, numero che nel caso di Cazzullo temo sia uguale a due con buona approssimazione. Se il numero in questione e' cosi' basso, a che ti servono le capacita' dialettiche?

Non sto ovviamente dicendo che questo fosse il caso degli inellettuali sovietici: sto solo dicendo che la "pratica" spesso apporta correzioni individuali alle teorie generali.

Io mi sarei accontentato di una "lettera di scuse" ad Andreina da parte dello staff (insomma, loro sono *responsabili*, no?), e un qualche tipo di minaccia - pubblica - a Cazzullo ("se lo fai ancora scriviamo al tuo postmaster", sei d'accordo che questo e' un tipo di intervento legittimo e per nulla censorio?

O dobbiamo veramente subire i suoi insulti oltre che lo spamming? Insomma, e' intollerabile, no?

il caldo a roma picchia direttamente in testa

Fortunello. Io te farei sta' a Ginevra, te farei sta'.

marco guagnelli

 

7/7/97

Carissimi,

scrivo prima ancora di sapere se lo scherzo sia iniziato o meno.

Quarto, mi sembra che Simone batta la fiacca, o sbaglio?

Non sbagli e anzi direi di piu', son talmente pigro che ormai e' la fiacca a battere me...

Mi rifaro' con lo scherzo.

[simone]

Eravamo io e marco (pro) contro ale e bianca (contro).

Alessandro:

ok, allora iniziamo che tu polemizzi bruscamente sul mio intevento (il 3nell'ordine).

Ok, io interverro' 24 ore dopo di te.

Carica!!!!!

Simone

 

7/7/9/

Cospiratori della Sardegna, della Svizzera e della Repubblica ceca,

Insomma ci siamo. Marco e' partito (ottimo l'esordio),

Vero, pero' il riferimento diretto a nabokov te lo potevi risparmiare.

bianca domani e io rispondo o domani o mercoledi', poi giovedi' simo ne e infine venerdi' e il WE tutti insieme.

Ok, ma lasciatemi qualcosa di quanto (poco) avevamo stabilito prima della partenza di alessandro.

e' uno molto pigro... ma vedrai che fara' scintille... sotto i suoi baffi distaccati si cela un'anima da leone...

baffi me li sono tagliati, in compenso adesso ho gli occhiali.

mi permetto una piccola riflessione a margine della storia della lettera (con cui peraltro sapete che concordo pienamente): dopo la rivoluzione russa, anni dopo, ci fu un pesante intervento del nuovo potere sovietico sulla cultura. la cosa e' piuttosto nota. forse meno nota e' la circostanza che l'intervento del partito fu richiesto direttamente dagli SCRITTORI e piu' in generale dagli intellettuali. in sostanza la corrente real-socialista, che non era in grado di assumere il dominio della situazione da sola, chiese aiuto a una struttura extra-artistica, come il potere politico, per occupare il centro del sistema culturale.

Secondo me stai esagerando con l'adrenalina pre-dottorato.

A parte gli scherzi, vogliamo parlarne?

parliamone. Ci sarebbero tante cose da dire, cerchero' di essere breve.

A parte che dal punto di vista mio, tanto per restare nella tua analogia, non siamo anni e anni dopo la rivoluzione, ma decisamente nell'Ottobre: ha da veni'...Ma soprattutto devi considerare che noi non stiamo chiedendo l'epurazione di tutti quelli che in sostanza non intendono la ml secondo i nostri dettami (che piu' o meno poi corrispondono alla netiquette di fabula), non stiamo chiedendo l'espulsione, quindi, dell'80 per cento dei fabuli, stiamo chiedendo (come obiettivo massimo) l'espulsione di una persona che in tanti mesi è intervenuta solo per pubblicizzare la propria H. P. (e per me puo' ancora passare) e che soprattutto si e' permesso di rispondere PUBBLICAMENTE e DI PROPOSITO a una mail privata con ingiurie pesanti e ingiustificate (e per me ingiustificabili).

insomma, fatte le debite differenze e tenuto conto delle proporzioni del fenomeno, non e' lo stesso meccanismo che ci spinge (certo c'e' il rispetto delle regole - ma nella loro mente anche allora gli altri non rispettavano le regole dell'arte rivoluzionaria)?

Decisamente no!

Ti faccio un esempio molto piu' banale. In fondo noi 4 siamo una lista di discussione. Lascia perdere che siamo tutti amici e che un'ipotesi del genere non si verifichera' mai, ma se io inviassi a voi 3 una mia risposta a una tua mail privata e in questa mail dicessi che le risposte private te le puoi mettere la' dove giammai batte il sole ecc. ecc., e Marco (che in fondo ci ha messo in contatto) non mi riprendesse... a questo punto, ti chiedo, Bianca, giustamente indignata (perche' sul fatto che l'indignazione sia giusta siamo d'accordo), avrebbe o no il diritto di chiedere a Marco di scegliere fra lei e me per la prosecuzione del progetto? (e bada che noi non abbiamo nessun tipo di regole scritte)  

perche' poi lo staff dovrebbe essere piu' serio e meno "offensivo" dei vari cazzulli (e se cazzullo fosse nello staff, per esempio?).

Alla domanda uno rispondo che lo staff si sta di fatto rivelando serio e offensivo quanto cazzullo, ma che a questo punto dovrebbe avere almeno la decenza di non intervenire mai PIU'; alla domanda due rispondo che se cazzullo fosse nello staff io me ne andrei senza chiedere nessun tipo di scelta.

e' un dubbio che mi ronza in testa da qualche giorno...

Be' devo dire che li' per li' leggendoti ci stavo per cascare anch'io.

il caldo a roma picchia direttamente in testa

Eh, eh, ma io te lo avevo detto di venire qua da me...

Simone

 

7/7/97

ciao a tutti,

in trepida attesa che arrivi il mio momento, mando un messaggio che contiene alla fine quello di marco su fabula perche' non ho capito se bianca lo ha ricevuto o meno. se si' ignoratelo... (gli errori ortografici macroscopici non sono miei!).

bianca pero' mi ha un po' spiazzato:

Sentite, se vi va io provo a fare comunque un paio di interventi alla cieca anche questa settimana, se non ricevo fabula ma loro mi ricevono, casomai mi tenete aggiornata voi. Per le flames, rimandiamo a settimana prossima: domenica saro' a Milano :-)

come rimandiamo? in che senso? poi la cosa se la scordano completamente...

[parentesi]

Caro Alessandro, sono in Sardegna, per l'esattezza a Cannigione, dove inizia la Costa Smeralda. Se mi sporgo un po' vedo l'isola di Caprera...

beata te, come fai ad avere voglia di andare a milano dopo....

caro Marco, per favore mandami il tuo debutto, e casomai anche la prima risposta: se

ma come, doveva essere la tua la prima risposta!

certo che come cospiratori siamo proprio un macello...

comunque se entro domani non leggo la tua, parto io, cosi' facciamo un gran macello e ci perdiamo completamente...; in realta' sono quelli di marco e simone che devono essere distanti di interventi, quindi tra noi due non c'e' problema...

[marco]

Be', devo dire che concordo sostanzialmente con la tua analisi, a parte un non trascurabile particolare: tu dici "ma come fa un intellettuale a rinunciare alle sue capacita' dialettiche ecc", scordando che le capacita' dialettiche in certe occasioni contano meno di zero. Fai conto che sei nella foresta, solo e disarmato, di fronte a un leone affamato: che fai, sfruttando la tua fine dialettica lo distrai sottoponendogli un arduo problema filosofico?

no, marco, io sono d'accordo con te, infatti mi sono aggregato subito all'idea della "petizione", solo che mi ronzava in testa un dubbio: cazzo siamo nella foresta! fabula e' peggio di una foresta! e questo mi costernava... tutto qui.

Io mi sarei accontentato di una "lettera di scuse" ad Andreina da parte dello staff (insomma, loro sono *responsabili*, no?), e un qualche tipo di minaccia - pubblica - a Cazzullo ("se lo fai ancora scriviamo al tuo postmaster", sei d'accordo che questo e' un tipo di intervento legittimo e per nulla censorio?

O dobbiamo veramente subire i suoi insulti oltre che lo spamming? Insomma, e' intollerabile, no?

infatti e' questo (come ho gia' piu' volte scritto ad emilio) che e' intollerabile; in fondo l'hanno voluta loro tutta questa baracca. Insomma capisco che abbiano deciso di non fare una lista moderata, ma quando si va sopra le righe dovrebbero intervenire. mi chiedo solo se qualcuno di loro ci sia ancora in lista; perche' se no non si spiega come fanno ad essere cosi' marmorei.

quindi marco, riassumendo, stai calmo, non ce l'avevo con l'idea della protesta.

era solo un pensiero cosi' in liberta' sotto il sole...

(e' che questa storia degli intellettuali russi mi perseguita da vari anni...)

ciao

alessandro

 

8/7/87

 

Ho visto il debutto di Marco, molto bene, direi. Pero' continuo a non ricevere fabula, e non credo che questo abbia nulla a che fare con il GSM, ne' con il mio provider; ormai non posso piu' protestare con lo staff, se no si rischia di smascherare il gioco, percio' vi chiedo di mandarmi in copia a parte i vostri interventi, e Marco, per favore, mandami anche eventualmente messaggi di altri che per qualche motivo dovrei avere letto.

Per ora faro' finta di ricevere tutto, quando torno a Milano, se il guaio persiste, casomai vedro' i provvedimenti da adottare.

Ho visto il mesaggio di Alessandro: con tutti i riepiloghi che abbiamo fatto, mi ero persa:-)

Quindi, va bene, ora tocca a me: alle due mando il mio, e che Nettuno me la mandi buona!

Buona giornata a tutti

Bianca

8/7/97 - [fabula]Re: La settima Suite Inglese

Cari fabuli,

il mare e' calmo, il sole picchia, sono qui che languisco nel tempo indefinito della pennichella... che fare? Ecco, vi penso...

Scusate il lirismo :-), torno subito in topic:

Scrive Marco Guagnelli:

(...)

Qualche giorno piu' tardi, tornando inattesa alla villa, scopre Edwin seduto al suo pianoforte, che suona *quella* musica. Be', non proprio *quella*, ma quasi. La musica, una composizione dello stesso Edwin, autodidatta, e' molto grezza, ma *bachiana* nello spirito. Emma capisce di trovarsi di fronte ad un genio musicale in potenza, e decide, lei misantropa militante, di provvedere all'educazione musicale del ragazzo.

Segue una grandissima stagione didattica (la parte piu' bella del libro, secondo me) in cui Emma riversa su Edwin tutto l'amore trattenuto della sua vita, e tutta la sua vasta conoscenza musicale.

Il finale e' a sorpresa, e quindi non ve lo racconto.

Il romanzo mi ha impressionato per la capacita' dell'autore di rispondere in maniera profonda e leggera a un tempo a quei grandi interrogativi che ogni tanto circolano anche su fabula letteratura: qual'e' il senso dell'arte, della bellezza, del rapporto con l'altro.

Insomma, ecco la domanda: chi diavolo e' questo Ljubanov, e che altro ha scritto? Esiste una traduzione italiana de "La Settima Suite Inglese"?

...................................................

Esiste: io l'ho letta.

Mi ricordo di uno strano libro, che avevo trovato molto tempo fa in casa dei miei. L'edizione non la so, ma se ti interessa quando torno potrei chiederlo a mia madre. Anche del titolo non sono sicura, ma mi pare proprio *La settima suite*, o roba del genere. Dell'autore non so dirti proprio nulla, forse era Russo?

Mi aveva colpito la storia del ragazzino che improvvisava Bach come niente fosse, e la misteriosa cameriera...

Non avevo fatto caso che i nomi cominciassero tutti per *E*. Ma forse e' solo una curiosa coincidenza, non trovi?

Un po' pochino, eh? Per ora non so dire di piu'. Quando, (ahime' sabato) torno a Milano, casomai lo vado a cercare (non so se ce l'ho io o mia madre) e potro' essere piu' precisa.

Per ora vi saluto

ciao

Bianca

 

8/7/87

Reply Privatissima, *naturalmente*!!!

Bianca

Un po' pochino, eh? Per ora non so dire di piu'. Quando, (ahime' sabato) torno a Milano, casomai lo vado a cercare (non so se ce l'ho io o mia madre) e potro' essere piu' precisa.

Perfetto, bravissima, ti sei lasciata spazio per quando torni. Ottimo.

Vediamo che combinano i due giovani capoccioni. Io non vedo l'ora di entrare *nel vivo*! %-D

besos

tuo

Incasinatos

 

8/7/87

Bianca:

Cari fabuli,

il mare e' calmo, il sole picchia, sono qui che languisco nel tempo indefinito della pennichella... che fare? Ecco, vi penso... Scusate il lirismo :-), torno subito in topic:

Scrive Marco Guagnelli:

(...)

Brava Bianca, sei stata perfetta! pero' mi raccomando, quando infuriera' la bufera dovrai criticarlo il libro.

Alessandro, mi raccomando domani mattina alle dieci in punto voglio il tuo intervento. E non fare quella faccia leziosa...

Simone

 

Alessandro 8/7

ciao palloncini,

[simone]

Brava Bianca, sei stata perfetta! pero' mi raccomando, quando infuriera' la bufera dovrai criticarlo il libro. 

mi associo, vedi che stare al mare aiuta le idee...

Alessandro, mi raccomando domani mattina alle dieci in punto voglio il tuo intervento. E non fare quella faccia leziosa...

ebbene tu non ci crederai ma io l'intervento l'ho gia' spedito...solo che non e' arrivato e io non ho la copia!

spero che arrivi piu' tardi, se no domani mi tocca riscriverlo...(marco, non c'e' mica un modo per recuperarlo una volta partito?)

speriamo che non sia un segnale della sfiga che incombe...

buona notte

alessandro

 

P.S. x simone

la storia degli scrittori russi e fabula la proseguiamo a voce...se mai la proseguiremo...

 

8/7/97 [FABULA] Re: La Settima Suite Inglese

 

ciao a tutti,

il sole picchia forte su fabula, dritto sulla cucuzza, e il livello scende scende...

.... e lo staff come al solito latita ...(del resto abbiamo tutti diritto alle ferie...basta che a un certo punto non si risveglino trovandosi completamente da soli...)

....tutto come al solito, insomma...

sempre li' sospesi tra l'unsubscribe e la cancellazione immediata del 90% dei messaggi ricevuti.

Finalmente pero' si e' aperto uno spiraglio!

Anche se non ho tempo sono letteralmente *costretto* a intervenire: grazie marco [G] & bianca.

Non immaginate nemmeno dove siete andati a mettere le mani... Ljubanov...si tratta di un libro che aspetta una ristampa italiana da anni (di recente su Repubblica se ne parlava come del piu' grande scandalo legato alle mancanze delle traduzioni italiane di autori russi) e che due grosse case editrici si stanno contendendo a soldoni (solite storie di doppi contratti..., ma del resto questa e' la cultura...)

manco si trattasse del famoso romanziere Breznev (forse era pure poeta, non ricordo bene)...

[Marco - in versione vacanziera - con il cappellino di paglia in testa diceva:]

Mi sono precipitato, come e' ovvio, sulle bancarelle di libri usati. In genere ho un po' di ripugnanza verso i libri usati. Ma appena ho visto il titolo, "The Seventh English Suite", ho deciso che avrei comprato quel libro.

wow! se ho ben capito, hai comprato addirittura l'originale inglese!

L'autore e' un certo G.M. Ljubanov.

Georgij Maksimovic Ljubanov: nasce nel 1905, emigra dopo la rivoluzione nel 1919 e, dopo un periodo di sosta nei campi profughi, si muove tra Cambridge, Praga, Berlino e Parigi, come tutti gli emigrati russi. e' intimo amico (nonche' forse qualcosa in piu') della Cvetaeva e della Berberova, nonche' di Nabokov. Poi si sposta in America e scrive alla vigilia della sua morte "La settima suite inglese", l'unico romanzo della sua vita (e' noto anche come saggista). Dopo anni di duro alcolismo, muore infatti suicida nel 1942.

Si tratta di uno degli scrittori russi piu' discussi di questo secolo perche' ha scritto quel romanzo in inglese

perche' ha vissuto al lungo all'ombra di Nabokov

perche' ha avuto uno e cento amori

perche' era un tipo strano

perche' i suoi libri incontrano difficolta' assurde di pubblicazione (oltre al caso italiano, ce ne sono molti altri cosi' complicati: la prima edizione in russo risale solo a un paio di anni fa)

perche' i russi lo considerano uno scrittore inglese

e cosi' via...

tanto che sospetto che il romanzo sia stato scritto direttamente in inglese (cosa che non mi sorprenderebbe, pensando a Nabokov).

e' vero, il libro e' stato scritto in inglese; tra l'altro c'e' stata una furiosa polemica al riguardo: molti sono ancora convinti che il libro lo abbia scritto in realta' Nabokov.

La trama e' scarna, i personaggi si riducono al numero di tre, i cui nomi, curiosamente, iniziano tutti per E. Sospetto un simbolismo di cui non sono riuscito a cogliere i nessi.

hai ragione, non e' una coincidenza (come sembrava pensare bianca).

vi voglio proporre un gioco, marco&bianca, visto che vi dilettate di psicanalisi...

vediamo un po'...

tre personaggi...

tra cui due donne e un adolescente...

tutti hanno la stessa iniziale...

freud l'avrebbe gia' risolto...

Il finale e' a sorpresa, e quindi non ve lo racconto.

a sorpresa forse si', ma una sorpresa di quelle scontate, no? un po' come i film americani, c'e' sempre il colpo di scena, ma la vera *sorpresa* non c'e' mai...

Il romanzo mi ha impressionato per la capacita' dell'autore di rispondere in maniera profonda e leggera a un tempo a quei grandi interrogativi che ogni tanto circolano anche su fabula letteratura: qual'e' il senso dell'arte, della bellezza, del rapporto con l'altro.

non ho tempo oggi (scusami) per seguirti su questo campo minato, ma mi pare che, almeno in parte, lo faccia proprio come lo si fa spesso su fabula, banalmente. sbaglio?

Insomma, ecco la domanda: chi diavolo e' questo Ljubanov, e che altro ha scritto? Esiste una traduzione italiana de "La Settima Suite Inglese"?

[Bianca]

Esiste: io l'ho letta.

complimenti bianca, e' veramente una rarita', tienitela stretta...

se la vuoi vendere ti trovo parecchie persone disposta a comprarla. E poi dicono che la cultura non e' merce, bah...

devo andare, ma se vi interessa ne riparleremo...

ciao

alessandro

 

 

marco, 9/7

Cari Cocospiratori,

Alessandro ci scrive: 

ciao palloncini,

"palloncini"?

ebbene tu non ci crederai ma io l'intervento l'ho gia' spedito... solo che non e' arrivato e io non ho la copia!

Certo che se un giorno dovessimo affrontare una cospirazione *seria*, cercherei di non farti avere un posto di responsabilita'...

Comunque tranquillo, l'intervento e' arrivato ed era ottimo.

spero che arrivi piu' tardi, se no domani mi tocca riscriverlo...(marco, non c'e' mica un modo per recuperarlo una volta partito?)

Se non te lo salvi in un folder no.

ciao

marco guagnelli

 

9/7/97

Carmela ha scritto su fabula:

Mi interesserebbe capire di più, di questo libro, visto che i vostri pareri sembrano contrastanti: se c'è banalità, come forse ho capito, perché è interessante?

CHI L'AVREBBE MAI DETTO, che *proprio* Carmela ci avrebbe dato una mano?

VAI, Simone, e' il tuo turno!

Che la Forza sia con Voi!

Il palloncino di prima

 

9/7/97

Caro palloncino,

ho appena scoperto perche' non ti arrivano le mail di fabula.

Ho chiesto "who letteratura" al Maggiordomo, e il tuo indirizzo NON C'E'!!! E' come se avessi mandato l'unsubscribe.

Che succede?

E' il caso che protesti con lo staff.

L'avevo immaginato anch'io, ma come faccio a dire che non ricevo la posta, e poi rispondo come se niente fosse agli interventi? Secondo te e' plausibile? Avrei dovuto farlo prima!

Tra l'altro, se mi tieni informata tu, mi fa anche comodo scaricare 3 o 4 messaggi invece di 40.

Cosi mi collego piu' volte al giorno, e spendo pochissimo.

Se invece pensi che qualcunaltro potrebbe chiedere "who letteratura" e scoprirmi, allora provo a scrivere a ippo dicendo che ho capito dal contesto che mi mancano dei messaggi, come mai, eccetera.

Dimmi tu come e' meglio fare.

L'attacco di Alessandro e' stato superbo!

Sono contentissima di partecipare a questo gioco.

Qui mi annoio un po'. Sai, a me non piace guardare il mare dalla riva: detesto stare in spiaggia, il sole mi da fastidio, la sabbia non la sopporto, meno male che almeno l'acqua e' stupenda, verde e trasparente come si dice di certi occhi che non ho mai visto...

Io AMO il mare: ma in barca a vela e' tutta un'altra cosa.

Cosa vuoi, i bambini sono felici, Marco si diverte (ha un corso con quasi tutte ragazze, giovani e carine), ed io me ne faccio una ragione, anche grazie a questo piccolo svago. Le vere vacanze, per me, arriveranno ad Agosto!

Quando dovro' fare il mio prossimo intervento, quando e' finito il giro o quando mi pare? Ti ringrazio di aver cambiato un po' la trama come ti avevo chiesto, e stai tranquillo che esprimero' un giudizio negativo, come richiede il mio ruolo. All'inizio sono rimasta neutrale, perche' non volevo dire tutto in una volta, se no non avevo piu' cartucce da sparare. Tra l'altro, anche Alessandro non mi e' sembrato tanto "contro" !

A questa sera

tua

stella marina

 

9/7/97

BiancaMarina, 

Dimmi tu come e' meglio fare.

ok, ti forwardo gli interventi relativi al nostro gioco. Tanto non e' che per il resto ti perdi granche'. Ti forwardo anche altre chicche.

Cosa vuoi, i bambini sono felici, Marco si diverte (ha un corso con quasi tutte ragazze, giovani e carine),

ORC, che invidia! %-)

Quando dovro' fare il mio prossimo intervento, quando e' finito il giro o quando mi pare?

Simone dovrebbe entrare da stasera. *Dopo* che ti avro' forwardato l'intervento di Simone, si andra' a ruota libera. Io ti forwardero' tutto.

besos

marcos

9/7/97

[Simone]

Brava Bianca, sei stata perfetta! pero' mi raccomando, quando infuriera' la bufera dovrai criticarlo il libro.

Grazie caro, cominci a piacermi :-)

State tranquilli, all'inizio sono stata sulle generali perche' se no poi non saprei piu' cosa dire, ma quando sara' il momento prendero' adeguatamente posizione.

Alessandro, sei stato grande!

Marco mi ha gia' mandato un primo pesciolino che si e' attaccato alla lenza.

Raga', questa sera fritto misto...

i abbraccio tutti

Bianca

 

9/7/97 [FABULA] Re: La Settima Suite Inglese

 

Grazie di cuore. Ogni tanto alzo gli occhi stanchi e perplessi dalla tesi e vi vengo a leggere. Pochi e-mail e mi invade la netta sensazione di stare perdendo tempo. E cosi' ritrovo gli stimoli per ributtare gli occhi su manoscritti slavi del Seicento e assurdita' simili. Se continuate con gli insulti credo proprio che prendero' 'sta benedetta e inutile laurea prima del previsto. Nel caso non manchero' di citarvi nei ringraziamenti di rito.

In realta' ieri sera stavo per mandare l'unsubscribe (come da promessa privata allo staff. A proposito, grazie per la risposta!), quando un msg finalmente mi ha incuriosito, o meglio (visto che di cose cmq buone se ne leggono anche in questi giorni cosi' caldi e difficili) finalmente ho letto un msg interessante che mi ha spinto a riaffacciarmi da queste parti.

Pero' c'e' un problema:

Infatti alle 20 e 51 di ieri sera, Alessandro Catalano ha scritto

Finalmente pero' si e' aperto uno spiraglio!

Anche se non ho tempo sono letteralmente *costretto* a intervenire: grazie marco [G] & bianca.

Da questa e da altre frasi successive ho capito che prima di Alessandro devono aver parlato di Ljubanov anche Marco [G] e Bianca. Nei giorni scorsi ho avuto problemi col server (mi son detto: in tre giorni solo 57 mail da fabula. Possibile mai?!?) e quindi credo di essermi perso i primi interventi sull'argomento. Chiedo gentilmente a qualcuno (magari ai diretti interessati) di spedirmeli privatamente.

Nel frattempo provo a dire la mia su Ljubanov basandomi su quanto scrive o riporta Alessandro.

[Alessandro]

Georgij Maksimovic Ljubanov: nasce nel 1905, emigra dopo la rivoluzione nel 1919 e, dopo un periodo di sosta nei campi profughi, si muove tra Cambridge, Praga, Berlino e Parigi, come tutti gli emigrati russi. e' intimo amico (nonche' forse qualcosa in piu') della Cvetaeva e della Berberova, nonche' di Nabokov. Poi si sposta in America e scrive alla vigilia della sua morte "La settima suite inglese", l'unico romanzo della sua vita (e' noto anche come saggista). Dopo anni di duro alcolismo, muore infatti suicida nel 1942.

Nella speranza che interessi a qualcuno aggiungero' che la sua vita e' stata un continuo succedersi di date simboliche (o quantomeno significative) che accrescono il fascino di una personalita' artistica unica e di un uomo quanto mai "strano", perseguitato da vicende tragiche: innanzi tutto e' nato il 22 gennaio 1905, cioe' il giorno della "domenica di sangue" che diede inizio alla prima rivoluzione russa; e' morto a 37 anni (come Puskin e Majakovskij) e lo stesso giorno (ma un anno dopo) di sua sorella, anche lei suicida; da alcune sue lettere si e' scoperto che inizio' la settima suite inglese nel '39, ed esattamente il giorno dopo l'inizio dell'invasione della Polonia (sua madre Alina era Polacca) e quindi il giorno dopo il suicidio del piu' grande scrittore polacco di questo secolo, Stanislav Ignacy Witkiewicz (al quale e' dedicato il romanzo di Ljubanov).

Si tratta di uno degli scrittori russi piu' discussi di questo secolo

perche' ha scritto quel romanzo in inglese

perche' ha vissuto al lungo all'ombra di Nabokov

Come ben saprai pero' quel romanzo non lo vide (e forse neanche ci teneva) mai pubblicato. Fu Nabokov, l'unico ad essere a conoscenza dell'esistenza del manoscritto, a occuparsi dell'edizione che usci' negli usa subito dopo la guerra; ed e' per questo che alcuni, come hai ricordato tu, ancora oggi attribuiscono a nabokov la paternita' del romanzo.

perche' ha avuto uno e cento amori

Personalmente il "pettegolezzo" che mi ha piu' incuriosito e' stato quello su una piu' che presunta relazione tra Ljubanov e la Berberova (che era la compagna di Chodasevic, capo carismatico dell'emigrazione russa). Il fatto (che la slavista americana Valerie A. Tumins deduce da alcune lettere di Ljubanov riscoperte solo una decina di anni fa) ha anche dei risvolti misteriosi visto che il nome del Nostro non compare mai (oh, dico MAI!!!) nella cosi' circostanziata biografia-romanzo della Berberova ("Il corsivo e'mio", ne abbiamo parlato tempo fa). E che si siano conosciuti e abbiano avuto insieme un ruolo importante nella cultura dell'emigrazione russa a Parigi e' certo.

perche' era un tipo strano

E questo fatto sembra ancora pagarlo visto che il suo nome non compare a tutt'oggi in nessuna storia della letteratura (ne' russa, ne' americana) 

perche' i russi lo considerano uno scrittore inglese

questo non dovrebbe essere un problema visto che, dopo fabula, la Russia e' attualmente il "posto" dove meno si leggono gli scrittori russi.

Naturalmente e' una battuta, ma mica tanto.

[Non-so-chi ha scritto]

Il finale e' a sorpresa, e quindi non ve lo racconto.

[Alessandro]

a sorpresa forse si', ma una sorpresa di quelle scontate, no?

un po' come i film americani, c'e' sempre il colpo di scena, ma la vera *sorpresa* non c'e' mai...

Ma come, la punta di diamante di fabula mi scivola con una considerazione cosi' superficiale? Non mi dire che ti limiti alla semplice trama? Allora anche il finale di delitto e castigo e' scontato (come il 90% dei finali dei romanzi russi e non solo). Sia detto a chiare lettere: secondo me il modo in cui ljubanov arriva a quel finale e' il vertice dell'arte narrativa russa di questo secolo (e si' perche' per me ljubanov resta uno scrittore russo doc)

[presumo il Non-so-chi di prima]

Il romanzo mi ha impressionato per la capacita' dell'autore di rispondere inmaniera profonda e leggera a un tempo a quei grandi interrogativi che ogni tanto circolano anche su fabula letteratura: qual'e' il senso dell'arte, della bellezza, del rapporto con l'altro.

[Alessandro]

non ho tempo oggi (scusami) per seguirti su questo campo minato, ma mi pare che, almeno in parte, lo faccia proprio come lo si fa spesso su fabula, banalmente. sbaglio?

Ho capito, tu appartieni alla meta' del "mondo" che disprezza ljubanov!

Allora ne vedremo delle belle, perche' io appartengo all'altra meta'.

Se ti va, al limite possiamo continuare in privato, anche se ripeto che mi piacerebbe leggere per intero anche le mail di Bianca e Marco (o di chi avesse mandato altri pareri sfuggitimi su Ljubanov). Se interessasse continuare anche a loro, forse lo potremmo fare tranquillamente in pubblico.

[a proposito dell'edizione italiana]

[Bianca]

Esiste: io l'ho letta.

complimenti bianca, e' veramente una rarita', tienitela stretta...

se la vuoi vendere ti trovo parecchie persone disposta a comprarla

Serve il numeretto?

Prima di scomparire vi lascio con una improvvisata traduzione della poesia che Ljubanov scrisse (in russo) prima di spararsi. Parla della sorella:

 

"...lontano

....il futuro

....lunghe verdi palme s'agitano nel cranio.

 

Evdokija!

sei tu?

son felice che tu sia qui

con mani di velluto m'accarezzi il volto.

 

ricordi quella sera...

cantava la pioggia fuori dalla finestra.

ascoltavo se anche un solo tuo nervo fremesse ancora per me.

 

su di un verde cimitero ora gagnolano gli alberi

ed e' cosi' terribile il freddo che mi penetra"

 

ciao

Simone

 

marco 10/7

Cari i miei piccioncini,

be', e' ora di tirar fuori i fioretti. Simone e' intervenuto (benissimo),

siamo tutti e' quattro in gara. Vi anticipo la mia strategia per il futuro prossimo:

1. prima di tutto rispondero' a Carmela (non bisogna far passare troppo tempo)

2. poi oggi pomeriggio rispondero' a Simone (ah, l'idea della poesia alla sorella e' *spettacolare*!)

3. ho in serbo una sorpresina per voi, cari piccioncini. Spero di mettervi un po' alle corde. Ma sono sicuro che saprete tutti cavarvela egregiamente!

4. vi esorto a visitare la pagina web di Gianluca Rasile. Io stavo per farlo a fette in pubblico, poi ho visitato la sua pagina web. Non lo merita veramente: il poverino ha *completamente perso il contatto con la realta'*. Prima di essere un caso umano e' un caso clinico. Spero *veramente* di sbagliarmi, ma secondo me ha gia' imboccato la strada che porta alla paranoia, dalla quale, come sapete, non e' possibile guarire. Non potete capire quanto la cosa mi abbia rattristato.

vostro

Yoghi

 

10/7/97

ciao pesciolini,

continuiamo cosi', andiamo alla grande!!!

marco, perche' visto che piu' o meno tutti si lamentano dello staff non mandi la famosa lettera da far firmare?

ciao

alessandro

P.S.

ricordate che domani si va in ordine sparso.

mi rimandate il mio messaggio a fabula che l'ho perso e se aspetto simone...

 

10/7/97: Re: [FABULA] La Settima Suite Inglese

Accorpo un po' di messaggi.

Carmela scriveva:

Mi interesserebbe capire di più, di questo libro, visto che i vostri pareri sembrano contrastanti: se c'è banalità, come forse ho capito, perché è interessante?

Il modo migliore per rispondere a questa domanda mi sembra quello di proporre un brano dal libro. Non mi cimentero' nella difficile arte del tradurre. 

(Emma tiene un lungo discorso a Edwin sull'arte in generale e sulla musica in particolare: un estratto)

So far as I am concerned, music and every other art was and is and forever will be strictly and distinctly a question of individuality. If music were anything - like dropping a bomb - which anyone did, anyone could become a composer merely by doing the necessary anything; whatever that anything might or might not entail. But (as it happens) music is being, not doing. If you wish to follow, even at a distance, the composer's calling (and here, as always, I speak from my own totally biased and entirely personal point of view) you've got to come out of the measurable doing universe into the immeasurable house of being. I am quite aware that, wherever our so called civilization has slithered, there's every reward and no punishment for unbeing. But if music is your goal, you've got to forget all about punishments and all about rewards and all about selfstyled obligations and duties and responsibilities etcetera ad infinitum and remember one thing only: that it's you - nobody else - who determine your destiny and decide your fate. Nobody else can be alive for you; nor can you be alive for anybody else. Toms can be Dicks and Dicks can be Harrys, but none of them can ever be you. There's the artist's responsibility; and the most awful responsibility on earth. If you can take it, take it - and be. If you can't, cheer up and go about other people's business; and do (or undo) till you drop.

----------------------------------------------------------------------------

Sono curioso di sapere se anche gli altri che hanno letto il libro ritengono significativo questo brano: secondo me racchiude in nuce una parte non trascurabile del (supposto) messaggio del romanzo.

On Wed, 9 Jul 1997 simogua@flashnet.it wrote:

da alcune sue lettere si e' scoperto che inizio' la settima suite inglese nel '39, ed esattamente il giorno dopo l'inizio dell'invasione della Polonia (sua madre Alina era Polacca)

Questo spiega molte cose.

E questo fatto sembra ancora pagarlo visto che il suo nome non compare a tutt'oggi in nessuna storia della letteratura (ne' russa, ne' americana)

Maddai?!

Ma come, la punta di diamante di fabula mi scivola con una considerazione cosi' superficiale? Non mi dire che ti limiti alla semplice trama? Allora anche il finale di delitto e castigo e' scontato (come il 90% dei finali dei romanzi russi e non solo).

 

Infatti, a questo vorrei aggiungere che in effetti la sorpresa del finale puo' essere indovinata dal lettore attento fin da circa meta' romanzo, ma non e' questo l'essenziale. Lo svelamento delle parti non e' solo un espediente "giallistico". E il fatto che in fondo il finale sia in un certo senso "aperto" (il dubbio che Edwin resti a vivere con Emma e' forte) lascia aperte anche le possibili interpretazioni.

[...]

Evdokija!

Uhm... ho capito! %-)

marco guagnelli

 

marco 10/7

Cari piccioncini,

come vedrete presto su fabula ho giocato duro: ho copiato un bellissimo brano da una delle sei "nonlectures" di eecummings, mettendo "music" al posto di "poetry" e "composer" al posto di "poet", attribuendo tutto il discorso a Emma. Mo so' cazzi vostri, se vi chiedono la traduzione! %-)

Sto dando per scontato che nessun fabulo (oltre me) abbia letto le six nonlectures: tenete conto che in italiano non sono tradotte, quindi la possibilita' mi sembra remota assai.

Sono sicuro che saprete fare del vostro meglio. Be', il livello dello Scontro si sta alzando. State in guardia.

Baci a tutti

Yoghi

 

10/7/97: Re: [FABULA] La Settima Suite Inglese

Cari fabuli,

forse non dovrei intervenire in questa dotta disquisizione, perche' di letteratura russa sono assai incompetente, anzi no, per essere piu' precisi non ne so proprio nulla, ma visto che mi sento tirata in causa personalmente, vorrei solo puntualizzare un paio di cosette:

Ho risposto a Marco Guagnelli perche' avevo letto il libro, e lui sembrava tenerci molto, ma se non ne avesse fatto una descrizione cosi' dettagliata non l'avrei neanche riconosciuto, dato che quando l'avevo finito, mi ero rammaricata con me stessa per aver perso inutilmente quel paio d'ore, e mi ero ripromessa di non pensarci su piu', neanche un minuto.

Mi dispiace dirlo, ma non mi era piaciuto, ne' per la trama, che ho trovato inverosimile ma non originale, ne' per il finale, secondo me gratuito ma non cosi' sorprendente, ne' per lo stile: semplicemente noioso.

Ecco, noioso, un polpettone noioso.

Scusate, non so paragonarlo alla letteratura russa. Se e' tutta cosi', capisco perche' su Fabula e' un articolo che non si vende :-)

E' vero che l'avevo letto molti anni fa, e forse oggi sono cresciuta culturalmente...

Dimostratemi che e' solo colpa della mia ignoranza, e non delle scarse qualita' del romanzo. Vi lancio una piccola sfida: datemi una buona ragione per riprenderlo in mano, e quando torno a Milano lo vado a cercare, e prometto di rileggerlo con occhi nuovi!

Ora come ora, mi pare che l'unico valore del libro stia nella sua rarita', se Alessandro dice :

complimenti bianca, e' veramente una rarita', tienitela stretta...

se la vuoi vendere ti trovo parecchie persone disposta a comprarla

Io rispondo: affare fatto!

A questo proposito Simone dice:

Serve il numeretto?

Ti prego illuminami: cosa vuol dire?

Ciao a tutti

Bianca

 

PS - OT

Anche a me i messaggi arrivano a singhiozzo, e forse ne ho persi alcuni: come mai???

 

10/7/97

 

Intervento di Simone.

randellate! %-)

Tira fuori le unghie, eh?

baci

marco

 

10/7/97

Subject: [FABULA] Alcune considerazioni su Ljubanov

Prima di tutto voglio ringarziare Bianca e Marco per avermi inviato le loro prime mail su Ljubanov.

Ora pero' Bianca, dopo aver confuso una conversazione su un autore importante (anche se misconosciuto) con una *dotta dissertazione*, scrive

Ecco, noioso, un polpettone noioso.

Scusate, non so paragonarlo alla letteratura russa. Se e' tutta cosi', capisco perche' su Fabula e' un articolo che non si vende :-)

Cioe' mi stai dicendo che non hai mai letto, che ne so, Gogol'-Dostevskij-Tolstoj-Turgenev-Pasternak-Bulgakov-Nabokov-ecc. ecc.?

In caso, non posso che consigliarti di farlo, indipendentemente da ljubanov.

Tra l'altro mi piacerebbe sapere perche' la *letteratura russa* non si legge (per favore non rispondetemi perche' e' pallosa, perche' significherebbe che non avete letto un bel niente e che siete vittime di un pregiudizio assurdo) e perche' i discorsi a riguardo sono sempre generici (si parla de *i russi* quasi si trattasse di un unico movimento letterario, omogeneo e compatto).

E' vero che l'avevo letto molti anni fa, e forse oggi sono cresciuta culturalmente...

Dimostratemi che e' solo colpa della mia ignoranza, e non delle scarse qualita' del romanzo. Vi lancio una piccola sfida: datemi una buona ragione per riprenderlo in mano, e quando torno a Milano lo vado a cercare, e prometto di rileggerlo con occhi nuovi!

A parte che mi pare una posizione profondamente scorretta e, scusami, un po' snob quella di incrociare le braccia e chiedere "Dimostratemi!", cmq nonostante tutto voglio provarci: gia' alcune indicazioni sulla personalita' dell'autore (riassumibili con le parole che ha usato qualche giorno fa alla tv L. Berte' a proposito di P. Pravo %-): "ha dato le chiavi di casa ad un'intera generazione") avrebbero dovuto farti almeno venire un dubbio e spingerti a riprendere in mano quel benedetto e polveroso vecchio romanzo; inoltre aggiungero' che ci sono un casino ('na cifra proprio) di rimandi espliciti o meno ad opere (romanzi, poesie, saggi...) russe ed europee del '900, proposti in chiave dialettica (a volte violentemente polemica, ma per carità garbatissima nello stile - chi ha orecchie per intendere...).

Insomma e' un romanzo unico non solo perche' l'autore non ha scritto altro, ma perche' vi si trova il tentativo (se riuscito o meno possiamo discuterne noi, come gia' se ne discute in sede accademica, ma questo non cambia la rilevanza che l'opera ha) di fare i conti con una cultura (quella europea) allo sbando. E il tutto racchiuso in una struttura narrativa che funziona, che non fa acqua, che non precipita nella noia di una *dissertazione dotta*.

Opera a piu' livelli, appunto. A rischio di apparire noioso (ma del resto non l'ho tirato in ballo io),porrei portarti un esempio servendomi del brano che Marco ha riportato oggi su fabula. Ecco, quel brano, che ovviamente non riporto (ricordero' solo che e' un passaggio di un discorso svolto dalla protagonista e diretto al *discepolo*) e che forse ti sara' sembrato noioso, non e' altro che (o meglio e' anche) *La risposta* di Ljubanov ad una serie di considerazioni storiosofiche che Aleksander Blok (considerato il massimo poeta russo del nostro secolo) aveva fatto anni addietro, a partire dall'*Ottobre* (ancora una volta in una serie di opere eterogenee), e che avevano come oggetto la visione della musica, della sua forza elementare e spontanea, quale spirito dinamico che tutto travolge e tutto crea. Blok accetto' (almeno inizialmente) la Rivoluzione perche', pur ancora in forma caotica, in essa riscontrava lo spirito vitale della Musica (cosi' Blok dice, da poeta, di voler "ascoltare la rivoluzione"). Ljubanov, che rifiuto' subito la rivoluzione, si sta prendendo gioco della storiosofia di Blok. Blok nella musica vede in qualche modo l'"amor fati", Ljubanov - ne riporto un pezzettino gia' citato da Marco- dice: "But if music is your goal, you've got to forget all about punishments and all about rewards and all about selfstyled obligations and duties and responsibilities etcetera ad infinitum and remember one thing only: that it's you - nobody else - who determine your destiny and decide your fate."

Ora come ora, mi pare che l'unico valore del libro stia nella sua rarita', se Alessandro dice :

complimenti bianca, e' veramente una rarita', tienitela stretta...se la vuoi vendere ti trovo parecchie persone disposta a comprarla

Io rispondo: affare fatto!

A questo proposito Simone dice:

Serve il numeretto?

Ti prego illuminami: cosa vuol dire?

Vuol dire che se non hai capito questa battuta, figuriamoci Ljubanov (scherzo, giuro). Come quando si fa la fila dal dottore, si prende il numeretto e si aspetta il proprio turno, io, che non ho il libro di Ljubanov, mi metto in fila insieme ai candidati di alessandro, per farti la mia onesta offerta.

Anche a me i messaggi arrivano a singhiozzo, e forse ne ho persi alcuni: come mai???

Spero di avere scalfito almeno un po' le tue sicurezze, e di aver risposto anche a Carmela (a proposito, anche il suo msg non mi e' mai arrivato).

Ciao  

Simone

 

10/7/97

Subject: Re: [FABULA] Re: La Settima Suite Inglese

ciao a tutti,

be' che scherzi sono questi.

Per mesi manco uno straccio di messaggio interessante, poi manco due giornie tutti si mettono a parlare di Ljubanov!

Chi comprendendolo a fondo chi in un modo piu' superficiale, ma comunque si parla di un argomento che mi sta a cuore.

Sono un po' indietro e quindi rispondo, nell'ordine, a simone, marco g e bianca.

[Simone, completando esaurientemente la sua biografia diceva anche:]

da alcune sue lettere si e' scoperto che inizio' la settima suite inglese nel '39, ed esattamente il giorno dopo l'inizio dell'invasione della Polonia (sua madre Alina era Polacca) e quindi il giorno dopo il suicidio del piu' grande scrittore polacco di questo secolo, Stanislav Ignacy Witkiewicz (al quale e' dedicato il romanzo di Ljubanov).

Sai benissimo per altro che proprio questo e' stato uno dei punti piu' discussi ripetto all'attribuzione del libro. Nabokov odiava Witkiewicz (definito piu' volte "parolaio confuso e insopportabile") e molti nella dedica hanno voluto vedere un tentativo di mascheramento (cioe': cito l'autore che piu' ho criticato e cosi' nessuno puo' dire che il romanzo l'ho scritto io!).

A proposito qual e' la tua opinione sull'autore del romanzo?

La mia e' chiara: un romanzo cosi' "malformato" non puo' essere opera di un costruttore preciso e metodico come Nabokov.

Personalmente il "pettegolezzo" che mi ha piu' incuriosito e' stato quello su una piu' che presunta relazione tra Ljubanov e la Berberova (che era la compagna di Chodasevic, capo carismatico dell'emigrazione russa).

E' verissimo che il silenzio della Berberova nei suoi libri resta un mistero.

Mi ha incuriosito pero' di piu' (e questo forse potrebbe interessare anche Carmela) la sua presunta storia con la Cvetaeva (in questo caso tra i due ci sono 13 anni di differenza d'eta'! con la Berberova solo 4).

La storia della loro amicizia e' in fondo banale: a Berlino tra il 1923 e 1924 Ljubanov sviluppa quella sensazione di "emarginazione" che ricorre in tutti i suoi scritti. Data la sua giovane eta' (non e' ancora ventenne), viene sempre trattato con sufficienza dai ben piu' famosi emigrati russi dell'epoca (Sklovskij ad esempio).

In occasione di una serata letteraria conosce pero' Marina Cvetaeva che prova simpatia per quel ragazzo taciturno ma appassionato; iniziano allora una fitta corrispondenza. Marina dal 1922 e' in Boemia (e si reca a Berlino solo in rare occasioni). Per raggiungere la sorella e l'unica artista che lo stia a sentire ritorna a Praga alla fine del 1924. La Cvetaeva vive fuori Praga e non ha occasioni di incontrarla. Lei nel 1925 abbandona la Boemia.

In un'altra mail raccomandavo la lettura della corrispondenza della Cvetaeva. Ora la cosa stupefacente e' che la pur impeccabile curatrice italiana (Serena Vitale) ha escluso (tra le molte altre) tutte le lettere destinate a Ljubanov.

Probabilmente proprio per il loro carattere intimo!

Insomma Ljubanov e il mondo editoriale proprio non riescono a comunicare...

[Marco G]

Il finale e' a sorpresa, e quindi non ve lo racconto.

[Alessandro]

a sorpresa forse si', ma una sorpresa di quelle scontate, no?

un po' come i film americani, c'e' sempre il colpo di scena, ma la vera *sorpresa* non c'e' mai...

[Simone]

Ma come, la punta di diamante di fabula mi scivola con una considerazione cosi' superficiale? Non mi dire che ti limiti alla semplice trama? Allora anche il finale di delitto e castigo e' scontato (come il 90% dei finali dei romanzi russi e non solo). 

grazie per il diamante (ironico immagino), ma non mi ammorbidisci cosi'.

Il finale di Delitto e castigo infatti e' penoso. Se il romanzo fosse tutto li', in quel polpettone indigesto sulla redenzione in chiave religiosa, il romanzo non lo leggerebbe nessuno.

Pero' non mi venire a dire che stilisticamente e/o tematicamente e/o filosoficamente Ljubanov regge il confronto con Dostoevskij perche' perderesti 100 punti tutti in un colpo solo.

Sia detto a chiare lettere: secondo me il modo in cui ljubanov arriva a quel finale e' il vertice dell'arte narrativa russa di questo secolo (e si' perche' per me ljubanov resta uno scrittore russo doc) 

cio' secondo te Nabokov, Platonov e tutti gli altri sarebbero oscurati dalla narrazione di Ljubanov. Ma in cosa ti sembra grande questa sua scrittura vorrei proprio saperlo...

Ho capito, tu appartieni alla meta' del "mondo" che disprezza ljubanov!

disprezzare mi sembra una parola un po' forte. sicuramente penso che Ljubanov goda di una fama assolutamente immotivata. ha scritto un romanzo discreto, ben costruito, fatto per piacere a chi ama certo facile romanticismo...

[Marco G che per primo ha introdotto l'argomento]

(Emma tiene un lungo discorso a Edwin sull'arte in generale e sulla musica in particolare: un estratto)

hai fatto bene a citare questo passo, perche' secondo me denota bene la costruzione artificiale del romanzo.

Hai letto Musil? Li' si' che i lunghi discorsi dei protagonisti si incastrano bene nella struttura narrativa e soprattutto hanno un senso per mettere a confronto psicologie diverse.

guarda adesso quello che hai citato tu: uno sproloquio piu' o meno sensato sull'arte (le cose che dice sono molto interessanti - ma immagina un tuo amico che ti spara un filotto cosi' dentro casa tua).

Edwin sta li' che ascolta, ascolta, ascolta e poi esce e va a preparare il caffe'! senza dire nemmeno una parola!

ma dove siamo!

e le relazioni tra i personaggi?

E il fatto che in fondo il finale sia in un certo senso "aperto" (il dubbio che Edwin resti a vivere con Emma e' forte) lascia aperte anche le possibili interpretazioni.

secondo me il dubbio non c'e' proprio...

e il problema del romanzo sta tutto li': non utilizza la possibilita' multisemantica delle parole.

tutto quello che e' scritto significa una e una sola cosa.

non c'e' nemmeno la fantasia di cercare la benche' minima metaforizzazione...

Evdokija!

Uhm... ho capito! %-)

tardi per un freudiano, marco, troppo tardi...

[simone comunque grazie per avermi rovinato il giochino!]

[bianca che meglio di tutti ha compreso i limiti del libro]

forse non dovrei intervenire in questa dotta disquisizione, perche' di letteratura russa sono assai incompetente,

ti prego, bianca, non mi abbandonare, che questi due sono degli esaltati...

Mi dispiace dirlo, ma non mi era piaciuto, ne' per la trama, che ho trovato inverosimile ma non originale, ne' per il finale, secondo me gratuito ma non cosi' sorprendente, ne' per lo stile: semplicemente noioso.

Ecco, noioso, un polpettone noioso.

parole sante, bianca, parole sante...

Dimostratemi che e' solo colpa della mia ignoranza, e non delle scarse qualita' del romanzo. Vi lancio una piccola sfida: datemi una buona ragione per riprenderlo in mano, e quando torno a Milano lo vado a cercare, e prometto di rileggerlo con occhi nuovi!

Te ne do' una subito: per venderlo quanto prima a un buon prezzo...

simone si e' gia' messo in fila...

Insomma, ragazzi, parliamoci chiaro: e' un libro che mi ho dovuto leggere per motivi di studio e che ho iniziato con grandi aspettative, legate alla fama che lo circonda.

Ne sono rimasto profondamente deluso, soprattutto per l'incapacita' di Ljubanov di trasformare in scrittura una vita cosi' densa!

Scusatemi una durezza di giudizi forse eccessiva, ma c'e' dietro, come sempre, un grande tradimento....

buona notte

alessandro

 

10/7/97

Subject: Re: [FABULA] Re: La Settima Suite Inglese

On Thu, 10 Jul 1997 alessandro.catalano@iol.it, in un momento di scarsa lucidita' mentale scriveva:

La mia e' chiara: un romanzo cosi' "malformato" non puo' essere opera di un costruttore preciso e metodico come Nabokov.

"malformato"???

Mi ha incuriosito pero' di piu' (e questo forse potrebbe interessare anche Carmela) la sua presunta storia con la Cvetaeva (in questo caso tra i due ci sono 13 anni di differenza d'eta'! con la Berberova solo 4).

Io pero' non ho ancora capito se 'sta storia c'e' stata o no.

(Serena Vitale) ha escluso (tra le molte altre) tutte le lettere destinate a Ljubanov. Probabilmente proprio per il loro carattere intimo!

Allora c'e' stata! %-)

Pero' non mi venire a dire che stilisticamente e/o tematicamente e/o filosoficamente Ljubanov regge il confronto con Dostoevskij perche' perderesti 100 punti tutti in un colpo solo.

Questo non voglio sostenerlo nemmeno io. Pero' mi sembra che il giudizio che tu dai della "seventh" sia veramente troppo duro.

cio' secondo te Nabokov, Platonov e tutti gli altri sarebbero oscurati dalla narrazione di Ljubanov. Ma in cosa ti sembra grande questa sua scrittura vorrei proprio saperlo...

disprezzare mi sembra una parola un po' forte. sicuramente penso che Ljubanov goda di una fama assolutamente immotivata. ha scritto un romanzo discreto, ben costruito, fatto per piacere a chi ama certo facile romanticismo...

"certo facile romanticismo"??? Ma come: quel romanzo "e' indovinato" proprio per la capacita' di scrittura "leggera" su temi che presso scrittori meno dotati cadono troppo facilmente nell'ovvio e nel melenso. E tu vieni a parlare di "facile romanticismo". Soprattutto il *modo* di scrivere di Ljubanov mi sembra lontano dallo schema che proponi. Insomma, e' la solita storia: prendi la vicenda di Madame Bovary, dalla in mano (la storia, eh?) a uno scrittore mediocre, e ottieni "Armony". Lascia fare a Flaubert, e salta fuori Madame Bovary, appunto.

hai fatto bene a citare questo passo, perche' secondo me denota bene la costruzione artificiale del romanzo.

Hai letto Musil? Li' si' che i lunghi discorsi dei protagonisti si incastrano bene nella struttura narrativa e soprattutto hanno un senso per mettere a confronto psicologie diverse.

Vabbe', ma Musil e' Musil. E sull'"artificialita'" posso pure essere d'accordo, ma *questo* secondo me e' il pregio maggiore del romanzo!

Insomma, deciditi: o e' un polpettone melenso, o e' una lucida costruzione "artificiale" (come una fuga di Bach: me la chiami "naturale", quella?

% guarda adesso quello che hai citato tu: uno sproloquio piu' o meno sensato sull'arte (le cose che dice sono molto interessanti - ma immagina un tuo amico che ti spara un filotto cosi' dentro casa tua).

Ma in genere non ospito personaggi di romanzi in casa mia. Che discorsi.

Evdokija!

Uhm... ho capito! %-)

tardi per un freudiano, marco, troppo tardi...

Scusa, ma come potevo immaginare un Edipo irrisolto scaricato sulla sorella *se manco sapevo che c'aveva una sorella, questo*!

[Bianca]

Mi dispiace dirlo, ma non mi era piaciuto, ne' per la trama, che ho trovato inverosimile ma non originale,

Ma certo! Ma perche' la trama dovrebbe essere "originale", poi. Una trama originale semplicemente *non esiste piu'*.

[Alessandro]

Scusatemi una durezza di giudizi forse eccessiva, ma c'e' dietro, come sempre, un grande tradimento....

Ho capito: l'hai letto in un momento difficile e trasli. Capita.

marco guagnelli

 

11/7/97

Ciao zuccherini,

non so voi ma io mi sto divertendo da matti. Certo che ne stiamo sparando di cazzate!!! E il bello e' che adesso stiamo procedendo senza un copione, so gia' che finiro' per immedesimarmi e odiare Alessandro e Bianca. Ma possibile che nessuno abbia ancora mangiato la foglia?

La Vitale un'incompetente, la Berberova un'ipocrita, brani di cummings, poesie di jasienski (ebbene si', con evdokija al posto di Renja), e' il vertice della narrativa, e' la feccia della cultura russa, polpettone, intrigantissimo, Blok, Musil...

Ma secondo voi le nostre mail le sta leggendo qualcuno (a parte la *preziosa* carmela)?

Comunque, riassumendo:

La richiesta di carmela e' il primo tangibile successo dell'operazione.

Ora qualcuno dei fabuli dovrebbe farsi avanti

a) per la faccenda della E legata a Freud

b) per sapere come finisce 'sto cacchio di romanzo.

Se succede e' un altro punto a nostro favore, altrimenti credo che dovremo alzare il tiro perche' non catturiamo a sufficienza l'attenzione (anche se piu' di cosi'). Ma voi non sareste gia' andati a fare delle ricerche?

Bha, scusate le divagazioni ma credo che sia bello anche farci due risate in privato.

Ciao

Simone

P. S.

Ah, dimenticavo! Bianca e Marco, i complimenti veri vanno tutti ad Alessandro (eh, eh): primo classificato, con 15-punti-15 di vantaggio sul secondo, al dottorato in slavistica di Roma.

P. S. 2

Stavo pensando che una che potrebbe tanarci e' Andreina perche' quando marco ci ha forwardato il suo mail allo staff era inclusa anche lei. In ogni caso credo che non dira' niente... vedremo.

Buona rissa a tutti.

 

 

L'Epilogo....è ancora da fare! Anzi, di lavoro ne avrei parecchio, ma prima di andare avanti volevo sentire la vostra stimatissima opinione (leggi: incoraggiamenti ed elogi J ) e dato che sono sempre impaziente, e questa roba stava già prendendo la muffa...fate conto che sia un aperitivo!

 

Sinceramente vostra

 

Bianca